Controversia sul film di Tom Cruise a Berlino
03 Luglio 2007
di Redazione
La produzione del film “Valkyrie” con Tom Cruise si imbatte in nuove difficoltà. Il film è incentrato sul fallito attentato a Hitler del 20 luglio 1944. Alcune autorità tedesche hanno proibito l’uso dei luoghi originali.
La polemica si è scatenata alcuni giorni fa, quando in un’intervista al Sueddeutsche Zeitung, il figlio dell’attentatore, Graf von Stauffenberg, ha espresso i suoi dubbi sull’adeguatezza di Tom Cruise come attore principale a causa della sua appartenenza a Scientology.
In seguito, il ministero delle Finanze tedesco in una comunicazione scritta ha proibito alla casa produttrice di filmare il luogo originario dell’esecuzione di Stauffenberg nel cosiddetto “Bendlerblock”. Il ministero ha giustificato la decisione affermando che il luogo perderebbe la sua dignità se fosse utilizzato per un film cinematografico.
Adesso, anche la polizia di Berlino ha vietato l’uso del suo quartier generale per il film. La direzione della polizia ha detto che la produzione nel suo quartiere ostacolerebbe il lavoro dei suoi impiegati.
Intanto, Florian Henckel von Donnersmarck, regista del film “Le vite degli altri”, si è lamentato in un articolo sul quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung per il trattamento riservato alla produzione del film e in particolare a Tom Cruise. Henckel von Donnersmarck esprime la sua stima per l’attore e ritiene che le sue convinzioni personali non dovrebbero giocare nessun ruolo nella valutazione del progetto cinematografico. Invece, sostiene il regista, “Valkyrie” sarebbe una grande opportunità di spiegare al mondo l’importanza della resistenza contro Hitler.
