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Corea del Nord. Annunciata la fine del trattamento delle barre di uranio a Yongbyon

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La Corea del Nord ha reso noto di aver terminato il trattamento del combustibile nucleare usato nel reattore di Yongbyon, una lavorazione necessaria alla produzione di plutonio. A renderlo noto è l'Agenzia di stampa cinese "Xinhua".

Secondo quanto ha annunciato l'agenzia di stampa nordcoreana "Kcna" poi, il trattamento delle 8mila barre di combustibile usato disponibili è stato completato alla fine dello scorso mese di agosto. All'inizio dell'anno, Pyongyang si era ritirata dai colloqui "a 6" per la soluzione della crisi sul suo programma nucleare, annunciando la ripresa delle attività sospese in funzione dei negoziati.

"Un considerevole successo è stato conseguito nell'ottenere il plutonio estratto (dalle barre, ndr) per rafforzare il deterrente nucleare della Corde del Nord", si legge nel lancio dell'agenzia di stampa ufficiale. Il trattamento delle barre di combustibile usato rientra nelle misure "per ripristinare gli impianti nucleari di Yongbyon al loro impiego originale", si legge inoltre, in risposta alle sanzioni introdotte dalle Nazioni Unite per il lancio di missili e per un secondo test nucleare. La Corea del Nord è "costretta a rafforzare il suo deterrente per auto difesa" di fronte a "una crescente minaccia nucleare e alle provocazioni militari di forze ostili".

La Corea del Nord "continua a sfidare la comunità internazionale". È il commento del ministro degli Esteri, Franco Frattini alle notizie che giungono da Pyongyang in merito al programma nucleare nordcoreano. Per il titolare della Farnesina, se il regime nordcoreano "supererà i limiti" rimarrà aperta "solo la strada delle sanzioni". Per Frattini, impegnato a Marrakesh in un Forum internazionale tra i Paesi del G8 e quelli del Medio Oriente allargato "la lotta alla proliferazione nucleare resterà una priorità per l'Italia come presidente del G8 e lo sarà per le successive presidenze" quando, ha spiegato a maggio si aprirà la conferenza internazionale per il nuovo Trattato di non proliferazione. "La Corea sfida il mondo -ha concluso Frattini- e il mondo non può che rispondere che se si superano i limiti e si abbandona il dialogo a sei che era stato avviato c'è solo la strada delle sanzioni".

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