Corea del Nord. Confiscato centro turistico a Sud, espulsi i lavoratori
13 Aprile 2010
di Redazione
La Corea del Nord ha avviato la confisca del resort turistico sul monte Kumgang, chiudendo alcune strutture di proprietà del governo di Seul e invitando gli addetti del Sud a lasciare il Paese.
Secondo quanto riferisce oggi il ministero per l’Unificazione sudcoreano, il regime di Pyongyang ha chiuso a chiave 5 strutture del sito turistico, tra cui un centro per i ricongiungimenti familiari, i cui impiegati, 4 cittadini cinesi di origine coreana, dovranno lasciare la Corea del Nord entro le 10:00 di domani.
Immediata la reazione del governo di Seul, che, tramite il portavoce del ministero per l’Unificazione, Chun Hae-sung, definisce "profondamente deplorevole" la condotta di Pyongyang, e invita il regime comunista a tornare immediatamente sui suoi passi annullando le azioni di confisca. Tra le strutture adesso sotto il completo controllo nordcoreano figurano, oltre al centro per le riunioni familiari, una stazione dei vigili del fuoco e un duty-free, tutti siti costruiti o gestiti dal governo sudcoreano e dall’agenzia turistica statale Hyundai Asan.
La settimana scorsa la Corea del Nord, nell’ennesimo ultimatum inviato al Sud, aveva minacciato di sequestrare i siti turistici del resort, pressando il governo di Seul per ottenere la ripresa dei progetti turistici comuni, interrotti dal 2008, fino ad allora preziosa fonte di denaro contante per le casse disastrate del regime comunista. Il complesso, sulla costa orientale della Corea del Nord, ha attirato in dieci anni di attività circa 1,8 milioni di turisti, in gran parte provenienti dal Sud. Le iniziative di scambio turistico tra le due Coree sono state improvvisamente interrotte a luglio del 2008, dopo che una cittadina sudcoreana era stata uccisa sul monte Kumgang da un soldato del Nord in circostanze mai del tutto chiarite.
