Corea del Nord. Lanciati 6 missili nel giorno dell’Independence Day

Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Corea del Nord. Lanciati 6 missili nel giorno dell’Independence Day

04 Luglio 2009

La Corea del Nord ha effettuato il test di altri sei missili, sempre dalla costa orientale. Lo afferma l’agenzia Yonhap che, citando fonti del governo sudcoreano, aggiunge che i primi due vettori, lanciati alle ore 8 locali (1 di notte in Italia), "sembrano essere del tipo Scud, con una gittata stimata in circa 500 chilometri".

Successivamente, a distanza di poche ore, ne sono stati lanciati altri due, presumibilmente dello stesso tipo, da una base vicino Wonsan, nella provincia di Gangwon: sono caduti nel mar del Giappone dopo aver coperto una distanza di circa 400 chilometri. "Il test missilistico di Pyongyang del 2 luglio scorso è stato condotto nell’ambito di esercitazioni di routine – ha aggiunto la fonte all’agenzia sudcoreana -, ma oggi sembra che l’iniziativa abbia una natura politica, considerando che negli Usa ricorre la festa dell’Indipendenza". Il quinto missile è stato fatto esplodere intorno alle 14.50 locali, le 7.50 in Italia, mentre il sesto è stato lanciato intorno alle 16.10 locali (le 9.10 in Italia).

I nuovi missili sono stati lanciati due giorni dopo i quattro vettori terra-mare testati nella stessa area, nell’ambito di quello che le unità di intelligence sudcoreane hanno definito "esercitazioni di routine". I vettori di oggi sono stati lanciati all’inizio della fascia oraria di bando alla navigazione annunciato da Pyongyang nei giorni scorsi, che dovrebbe terminare in serata alle ore 20 locali (le 13 in Italia).

Immediata la reazione del governo giapponese che ha presentato una protesta formale contro la Corea del Nord, attraverso i canali diplomatici a Pechino, per i diversi missili lanciati questa mattina da Pyongyang verso il mar del Giappone. Gli ultimi episodi, ha commentato in una nota il capo di gabinetto, Takeo Kawamura, "rappresentano una grave provocazione contro la sicurezza dei Paesi vicini, tra cui il Giappone", oltre a essere una violazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu.

La Corea del Nord si stima abbia circa 700 Scud di vario tipo a disposizione. Il Paese comunista, che è solito fare leva sui missili nei momenti di massimo attrito con la comunità internazionale, è stato colpito da nuove sanzioni Onu contenute nella risoluzione 1874, approvata dal Consiglio di sicurezza come risposta all’esperimento nucleare del 25 maggio. In particolare, a Pyongyang è vietato il commercio di armi, compresi i sistemi missilistici e macchinari utilizzabili per la loro fabbricazione, che sono fonte di preziosa valuta estera per il regime. Il Consiglio, inoltre, ha autorizzato i Paesi che aderiscono all’Onu a ispezionare i cargo riconducibili alla Corea del Nord su mare, aria e terra, con la possibilità di sequestrare e distruggere le merci spedite in violazione alle sanzioni.