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Corea del Nord. Secondo stampa Kim Yong-il si è scusato per riforma valuta

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In una mossa estremamente rara, il regime nordcoreano ha offerto le proprie scuse alla popolazione per il flop della riforma valutaria, varata lo scorso anno per tentare di portare stabilità nella disastrata economia del Paese comunista, e che ha invece finito per polverizzare il valore di cambio del won e far schizzare i prezzi alle stelle.

Secondo quanto riferito a Seul dal quotidiano Chosun Ilbo, che cita una fonte anonima informata sui fatti, il 'mea culpa' sarebbe arrivato venerdì scorso dal primo ministro nordcoreano in persona, Kim Yong-il, che si sarebbe scusato per aver "spinto la riforma senza la dovuta preparazione, causando grande difficoltà alla gente". L'indiscrezione, inoltre, riporta l'impegno da parte del premier a "fare il massimo per stabilizzare la vita delle persone", una promessa fatta durante un vertice alla presenza di migliaia di responsabili degli 'inminban' ('squadre del popolo', la più bassa unità amministrativa del Paese che rappresenta meno di 50 nuclei familiari), elemento che induce a considerare l'evento come una vera e propria scusa pubblica.

Tra le prime contromisure varate dal regime, scrive il quotidiano sudcoreano, ci sarebbe anche l'innalzamento del bando al possesso e utilizzo di valuta straniera, comunemente usata per rimediare generi di prima necessità dalla Cina. Lo stesso Chosun Ilbo la settimana scorsa aveva riportato la notizia dell'avvenuto siluramento di Pak Nam-gi, responsabile per le Finanze del partito dei Lavoratori nordcoreano e principale sostenitore della riforma valutaria fallita. Il won 'pesantè equivale a 100 di quelli vecchi, ma stando alle informazioni di persone che commerciano con la Corea del Nord, la moneta nazionale sarebbe adesso scambiata a 300-500 sul dollaro Usa, contro la valutazione di 98 won sul biglietto verde decisa dalle autorità del regime col varo della riforma.

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