Coree. Sale la tensione: dopo riunione dell’Onu si pensa a inviato speciale

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Coree. Sale la tensione: dopo riunione dell’Onu si pensa a inviato speciale

19 Dicembre 2010

Sale la tensione tra le due Coree, mentre la diplomazia mondiale si mobilita al massimo livello pur di evitare una pericolosa escalation militare dalle conseguenze imprevedibili.

La Russia ha chiesto con procedura d’urgenza la convocazione per oggi del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, allo scopo di raggiungere un accordo di massima e far riprendere il negoziato tra Seul e Pyongyang. Una riunione durante la quale Mosca, come riferisce la Ria Novosti, ha proposto una bozza di documento in cui si chiede di mandare un inviato speciale nella zona. Non si prevede un voto ma Mosca spinge perché tutti i 15 componenti del Consiglio siano d’accordo nel pretendere ad ambedue le parti di "mostrare la massima moderazione".

L’ambasciatore russo all’Onu, Vitali Churkin, prima dell’inizio della riunione, ha sottolineato che il suo Paese è seriamente preoccupato che un’eventuale conflitto nella regione "possa seriamente colpire interessi della sicurezza nazionale russa". Mentre dal Palazzo di Vetro si esorta alla calma, nella penisola coreana soffiano sempre più forti i venti di guerra.

Seul ha già annunciato che intendere andare avanti con il programma di esercitazioni militari, previste tra il 18 e il 21 dicembre, e rinviate solo a causa del maltempo. Per tutta risposta, Pyongynag ha già reagito aumentando in queste ore il numero di soldati schierati lungo le coste. Inoltre la Corea del Nord ha già detto che stavolta la loro risposta sarà molto più "letale" rispetto all’attacco di novembre, quando alcuni caccia bombardarono alcune isole sudcoreane, provocando la morte di due civili e due marinai.

Intanto prosegue la missione in Corea del Nord del governatore democratico del New Mexico, Bill Richardson, vicino al presidente Barack Obama e in passato anche ambasciatore americano all’Onu. Richardson ha proposto a Pyongyang l’istituzione di un "telefono rosso", una linea diretta tra le due Coree da utilizzare in caso di incidenti al confine. Inoltre ha suggerito la creazione di una commissione militare mista, composta da coreani del nord e del sud, ai quali potrebbero aggiungersi gli Usa, in grado di sorvegliare le zone del Mar Giallo, la cui sovranità è da anni al centro dello scontro.