Corteo per Borsellino. I manifestanti contro Schifani: “Non deve venire”

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Corteo per Borsellino. I manifestanti contro Schifani: “Non deve venire”

19 Luglio 2010

Il presidente del Senato, Renato Schifani, è arrivato alla caserma Lungaro di Palermo dove ha reso gli onori agli agenti di scorta uccisi nella strage di via D’Amelio il 19 luglio 1992. Dopo avere passato in rassegna il picchetto d’onore, Schifani si è trattenuto brevemente con i famigliari della agenti uccisi non solo in via D’Amelio ma anche nella strage di Capaci. Presente anche Vincenzo Agostino, il padre del poliziotto ucciso nell’89 insieme con la moglie in attesa di un figlio.

Alla cerimonia commemorativa erano presenti il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Francesco Cascio, il senatore Carlo Vizzini, alcuni magistrati, tra cui Leonardo Guarnotta, amico oltre che collega di Paolo Borsellino ai tempi del pool antimafia. E ancora il comandante regionale dei carabinieri, generale Enzo Coppola, il generale della Guardia di finanza Carlo Ricozzi, il comandante regionale della Finanza siciliana, Domenico Achille e altre autorità civili e militari. Subito dopo la cerimonia, il presidente del Senato, ha lasciato la caserma Lungaro senza fermarsi con i giornalisti.

La seconda carica dello Stato ha inviato un messaggio alla vedova del giudice Paolo Borsellino, la signora Agnese, in cui ha definito la strage di via D’Amelio "un giorno drammatico per le famiglie dei caduti e per l’intero Paese". "A Paolo Borsellino – scrive Schifani – dobbiamo tanto: il suo contributo alla lotta alla mafia ha segnato un punto di svolta fondamentale nell’azione di difesa della democrazia da parte dello Stato. La sua dedizione, la sua passione civile, la sua ostinata coerenza hanno segnato profondamente le nostre coscienze, rafforzando – prosegue il presidente del Senato – in chi crede nello Stato la ferma volontà di proseguire nel cammino di legalità da lui tracciato. Il ricordo va anche ai cinque agenti Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina e alle loro giovani vite spezzate da quella violenza efferata".

"Con animo ancora profondamente scosso – prosegue il messaggio – vorrei ribadire che il modo migliore per onorare la memoria di Paolo Borsellino e di quanti hanno sacrificato la loro vita per la difesa dello Stato, della democrazia e della giustizia è per tutti noi – conclude il Presidente Schifani – seguire ogni giorno il loro esempio e onorare il loro insegnamento nello svolgimento dei compiti cui siamo chiamati".

Intanto, nella giornata in cui Palermo celebra la giornata del ricordo, montano le polemiche. Durante il corteo da via D’Amelio "all’abero di Falcone" si è diffusa la voce della possibile partecipazione del presidente del Senato, Renato Schifani. Alcune persone del movimento delle Agende rosse hanno presidiato via D’Amelio per impedire l’eventuale presenza della seconda carica dello Stato. Assente nel capoluogo siciliano il ministro della Giustizia Angelino Alfano, invece alla fiaccolata serale sarà presente in rappresentanza dell’esecutivo il ministro della Gioventù Giorgia Meloni . Il collega di governo Ignazio La Russa ha partecipato a una commemorazione a Milano durante la quale il sindaco del capoluogo lombardo, Letizia Moratti, è stata contestata, mentre il Guardasigilli ha preferito organizzare al ministero per le 18 una Messa in suffragio in ricordo di Borsellino.

L’assenza di Alfano a Palermo non è piaciuta all’Italia dei valori: "Assenza del tutto immotivata e una gravissima mancanza di rispetto per il suo ruolo istituzionale, per le vittime e per i parenti" ha scritto in una nota il portavoce Idv, Leoluca Orlando. "L’assenza dello Stato in via D’Amelio è una cosa scandalosa" ha detto Rita Borsellino, eurodeputato e sorella del giudice antimafia. "Forse non vengono – ha aggiunto – per paura delle contestazioni, ma è loro dovere essere qui e affrontare eventuali critiche".

E in una nota, il Guardasigilli ha in qualche modo replicato alle critiche, assicurando che non è mai mancato né mai mancherà il suo impegno "istituzionale e personale" per l’accertamento della verità sulla morte di Paolo Borsellino: "Indagini simili a quelle che ha condotto Borsellino, con riserbo, senza proclami, senza mai schierarsi, lontano da ribalte mediatiche".