Crisi. ILO: “Salvati 11mln di posti di lavoro grazie alle misure dei governi G20”
22 Settembre 2009
di Redazione
Le misure adottate sin dal principio della crisi economica dai governi del G20 in materia di occupazione e di protezione sociale hanno creato o salvato tra i 7 e gli 11 milioni di posti di lavoro. È quanto ha dichiarato il direttore generale dell’Ilo (Organizzazione internazionale del lavoro), Juan Somavia, in una nota che sarà presentata al vertice del G20 di Pittsburg il 24 e 25 settembre.
Secondo l’ILO, a causa del deterioramento del mercato del lavoro, ci saranno dai 39 ai 61 milioni di disoccupati in più nel 2009 in rapporto al 2007. Il che potrebbe tradursi in un numero di disoccupati in tutto il mondo pari a 219-241 milioni, il più alto livello mai registrato. "A causa della crisi – ha detto Juan Somavia in vista della sua partecipazione al vertice – la disoccupazione è ormai dilagante. Se le misure speciali adottate dai governi dovessero essere sospese o ridotte troppo presto, la crisi occupazionale potrebbe aggravarsi ulteriormente. Nel mondo, non si percepirà la fine della crisi fino a quando tutti, soprattutto i più deboli e svantaggiati, non avranno un lavoro dignitoso o un livello minimo di protezione sociale. Una ripresa economica senza una crescita dell’occupazione non è sostenibile sia da un punto di vista sociale sia politico".
Secondo Juan Somavia, "il vertice del G20 a Pittsburgh offre l’opportunità di un impegno costante e concreto a sostegno dell’occupazione e della protezione sociale fino a quando la domanda privata non sarà in grado di sostenere autonomamente la ripresa dell’economia e dell’occupazione". "La crescita economica – ha sottolineato – e l’aumento dell’occupazione devono andare di pari passo. Le politiche dovrebbero focalizzarsi simultaneamente su entrambi gli obiettivi al fine di massimizzare ogni potenziale occupazionale nel periodo di ripresa economica".
Secondo il rapporto dell’ILO, è necessario un maggiore sostegno ai paesi più poveri affinché possano intensificarsi le loro risposte alla crisi in materia di occupazione e protezione sociale. Ogni anno circa 45 milioni di giovani entrano nel mercato globale del lavoro, creando ulteriori pressioni su un mercato che già presenta un elevato numero di disoccupati, di persone scoraggiate nella ricerca di un lavoro o di lavoratori costretti ad accettare un part-time. L’occupazione rappresenta una grande sfida, sia per presente sia per il futuro. La crescita dell’economia e dell’occupazione sono entrambe indispensabili. Infatti, una ripresa economica senza crescita dell’occupazione significherebbe una disoccupazione strutturale di lungo periodo. Pertanto, è necessaria un’azione decisiva su entrambi i fronti.
"Seppur indispensabili – ha detto Juan Somavia – la stabilizzazione dei mercati finanziari e la crescita dell’economia non bastano. I mercati finanziari devono essere al servizio dell’economia reale, le imprese, in particolare quelle piccole, devono poter accedere nuovamente al credito così da favorire la produzione e far crescere l’occupazione". "Tutti i paesi, con il sostegno delle organizzazioni internazionali competenti, possono partecipare a uno sforzo politico congiunto su occupazione e protezione sociale -ha proseguito Somavia- affinchè la crescita economica sia seguita da un benessere diffuso e vengano poste le basi per una globalizzazione più equa e sostenibile. Occorrerà pertanto rafforzare le relazioni tra investimenti, crescita e produttività, da un lato, e politiche occupazionali, sociali e ambientali e, dall’altro, ponendo così le basi per una crescita futura sostenibile ed equilibrata".
