Home News Crisi. La Grecia approva tagli per 4,8 miliardi, colpite le tredicesime

Crisi. La Grecia approva tagli per 4,8 miliardi, colpite le tredicesime

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Il governo greco ha varato il nuovo piano di tagli richiesto dall'Unione Europea per riportare sotto controllo il maxideficit dei conti pubblici. Fra le misure varate dal Cdm prevedono da segnalare l'aumento dell'Iva dal 19% al 21% e tagli del 30% ai bonus percepiti dai lavoratori del settore pubblico a Natale, Pasqua e in agosto. Aumentata del 20% la tassa su alcool e tabacco.

Le pensioni del settore privato, fino ad ora non toccate dalle misure del governo, rimarranno congelate per tutto il 2010, un provvedimento che è sicuramente inferiore rispetto alle attese di molti economisti secondo cui era necessario intervenire con il bisturi anche sui programmi pensionistici. Nel complesso le misure cercano di recuperare i 4,8 miliardi dichiarati come obiettivo dal governo - pari al 2% del pil - in misura eguale tramite tagli alle spese e aumenti delle entrate, specie grazie all'aumento dell'Iva.

"Abbiamo adottato oggi misure per far uscire la Grecia dal vortice della speculazione" ha annunciato oggi il premier Giorgio Papandreou dopo aver incontrato il presidente Karolos Papoulias. "Queste misure sono dolorose, ma necessarie e in sostanza abbiamo fatto quello che doveva essere fatto, soprattutto per rispondere alle richieste dell'Unione Europea" ha dichiarato un membro del governo presente al Cdm. "Ora tocca agire all'Europa", ha detto il primo ministro che nell'incontro ha parlato di misure da "stato di guerra". Citato dalla tv di stato, il premier ha inoltre indirettamente evocato un possibile ricorso al Fmi: "Se la risposta dell'Europa non sarà all'altezza delle aspettative, non saremo in grado di finanziarci ancora sul mercato a tassi di interesse così elevati", ha concluso Papandreou.

Come prevedibile i nuovi tagli sono stati accolti con rabbia dal sindacato secondo cui si penalizzano i meno abbienti, mentre si sarebbe dovuto aumentare significativamente la pressione fiscale sui ricchi. Rischia di infiammarsi dunque ulteriormente il clima in vista dello sciopero generale annunciato dall'organizzazione sindacale Adedy per il 16 di marzo.

Intanto, dopo il via libera del governo greco al nuovo pacchetto di misure per ridurre il deficit, gli indici dei futures a Wall Street sembrano poco mossi. Il mercato è in attesa del Beige Book della Fed (20.00 ora italiana), per la consueta fotografia dello stato di salute dell'economia americana, e dei dati sull'occupazione e sull'andamento del settore dei servizi. I futures su Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq-100 cedono poco meno dello 0,1% rispettivamente a 10.397, 1.117,3 e 1.852,75 punti. Sulle piazze europee è in rialzo Pfizer (+2,1%) dopo le indiscrezioni secondo cui il gigante farmaceutico starebbe per presentare alla tedesca Ratiopharm un'offerta di acquisto da 3 miliardi di euro. In corsa l'azienda di software Novell: il titolo vola del 25% dopo che l'azionista Elliott (che detiene una quota dell'8,5%) ha presentato ieri al board della società un'offerta da 5,75 dollari per azione in contanti.

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