Crisi. Moody’s taglia il rating del Portogallo, euro in lieve calo

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Crisi. Moody’s taglia il rating del Portogallo, euro in lieve calo

13 Luglio 2010

Euro in altalena nel giorno in cui Moody’s taglia il rating sovrano del Portogallo, mentre la Grecia supera con successo il test del ritorno sul mercato dei capitali.

La bocciatura di due noch da parte di Moody’s ha comportato l’immediata pressione sul debito del Portogallo. Il costo contro il rischio default a 5 anni gira a 286 punti base (279,6 ieri), mentre lo spread del governativo di riferimento (il decennale) rispetto al corrispondente titolo tedesco si è allargato a 290 punti base (286).

"Il programma di consolidamento fiscale del Portogallo è una condizione necessaria per la ripresa economica e oggi Moody’s ha confermato la fiducia nella strategia del governo portoghese". Così il ministero delle Finanze di Lisbona commenta il taglio di Moody’s che però mantiene l’outlook stabile. Il ministero – in un comunicato citato dall’agenzia Bloomberg – sottolinea anche che la decisione di Moody’s "deriva dalla crisi finanziaria internazionale che ha colpito l’economia per oltre 2 anni", aggiungendo che la decisione di "mantenere l’outlook stabile segnala che Moody’s ha fiducia nell’attuale strategia di politica economica del governo portoghese".

Inoltre, la Banca del Portogallo ha rivisto oggi al rialzo le sue previsioni di crescita del Pil per il 2010 a +0,9% contro il +0,4% stimato in precedenza, ma ha contemporaneamente rivisto al ribasso le stime per il 2011 a +0,2% contro il +0,8% della precedente stima. Il motivo, spiega la banca centrale è da ricercarsi nell’impatto delle misure di austerità di bilancio messe in opera.

Intanto, la decisione di Moody’s ha aperto la giornata sui mercati e, per quanto attesa, ha fatto riemergere dubbi e incertezze sulla capacità di risanamento dei conti e di crescita economica dei Paesi periferici dell’eurozona. L’impatto sulla moneta europea è stato comunque contenuto: dopo un iniziale scivolone, l’euro ha recuperato sopra quota 1,26 dollari e passa di mano a 1,2630 dollari contro 1,2596 degli ultimi scambi di ieri a New York. L’euro ha riguadagnato terreno anche contro lo yen e, dopo essere sceso a 111,0 da 111,6 di ieri, scambia a 111,7. La divisa giapponese si apprezza sul dollaro a 88,4 da 88,6 precedente.

Moody’s ha abbassato il rating su Lisbona di due gradini, portandolo da "Aa2" ad "A1", e ha puntato il dito sul deterioramento delle finanze pubbliche del Paese e sulle deboli prospettive di crescita economica. Ma a tenere l’euro sotto pressione sono stati anche i segnali preoccupanti giunti dalla prima economia di Eurolandia: l’indice Zew, che monitora la fiducia degli investitori istituzionali in Germania, è crollato a luglio ai minimi da 15 mesi, posizionandosi su 21,2 punti da 28,7 punti di giugno.

Le previsioni erano per un calo più contenuto a 25,3 punti. La moneta europea è riuscita ad approfittare del successo del collocamento di titoli di stato emessi dalla Grecia nella prima asta da quando c’è stato il salvataggio di Atene. L’operazione ha infatti segnato il ritorno sul mercato dei capitali della Grecia, che è riuscita a collocare bond per 1,625 miliardi di euro a un tasso inferiore al 5% applicato dall’Unione europea nel quadro del pacchetto di salvataggio. Segno che Atene non si trova a fare i conti con costi punitivi per finanziarsi sul mercato.