Crisi Siria-Israele: un’analisi del contesto militare
19 Settembre 2007
di Redazione
La notizia
di attività delle forze aeree israeliane sopra la Siria nordorientale lungo il
confine turco-siriano, il 6 settembre, giunge nel contesto di una tendenza inquietante
della condotta militare siriana. La Siria ha agito da canale principale nella ricostruzione
di Hizbullah con il sostegno dell’Iran, prima dello scoppio della seconda
guerra in Libano a luglio del 2006. Damasco ha fornito la maggioranza dei razzi
pesanti che Hizbullah ha lanciato contro Israele, inclusi i missili da 220mm e
da 302 mm. Le testate dei missili forniti dalla Siria contenevano in genere
munizioni anti-uomo, un misto di esplosivi letali e palle o schegge di acciaio.
La Siria ha
inoltre accresciuto il ritmo delle esercitazioni militari e ha tolto blocchi
stradali esistenti da anni tra Damasco e la città di Kuneitra, nelle alture del
Golan, adiacente alla sua linea di frontiera con Israele.
Storicamente
l’equilibrio militare siro-israeliano è stato caratterizzato da una generale
asimmetria a favore della Siria nel sistemare cellule in servizio attivo lungo
il confine siro-israeliano. Mentre la Siria mantiene il suo esercito in uno
stato di allerta di guerra, il nucleo dell’esercito israeliano si fonda su
unità di riservisti che vengono mobilitati solo nell’eventualità di un
imminente attacco. Per esempio nell’ottobre del 1973 Israele è stato obbligato
a respingere un massiccio attacco di terra della Siria con soli 177 carri
armati, contro un totale di 1400 carri delle forze siriane, dando alle armate
siriane un vantaggio di più di 8 a 1.
Fattori
chiave della condotta siriana
Attualmente
la condotta siriana è una funzione delle seguenti variabili:
-
La percezione da parte della
Siria di avere una realistica opzione militare contro Israele, basata
sulla loro visione dei successi di Hizbullah nella guerra dell’estate
scorsa. -
Il rinnovato sostegno della
Siria a gruppi terroristici islamici palestinesi, inclusi la Jihad
Islamica palestinese, Hamas, il Fronte Popolare per la Liberazione della
Palestina e altre organizzazioni jihadiste. -
Una massiccia ricostruzione
militare nel giro di pochi anni, concentrandosi soprattutto su missili
Scud (A, B e C) e testate chimiche, insieme ad una massiccia crescita
delle spese militari nei recenti anni. La ricostruzione degli armamenti
siriani in anni recenti ha incluso un grande investimento in armamenti
chimici, rispetto ai quali la Siria è diventata una superpotenza
regionale. E’ importante sottolineare che la decisione strategica di
Damasco di ricostruire il suo arsenale militare è avvenuta prima della
decisione degli Stati Uniti di fornire armamenti avanzati all’Egitto,
all’Arabia Saudita e a Israele. -
La Siria ha inoltre accresciuto
il ritmo delle esercitazioni militari e ha tolto blocchi stradali
esistenti da anni tra Damasco e la città di Kuneitra, nelle alture del
Golan.
La recente
ricostruzione militare della Siria è ancor più destabilizzante in
considerazione della decisione della Russia di accrescere la propria influenza
nella regione fornendo armamenti e tecnologia militare all’avanguardia russi e
di riaprire una base navale russa sulla costa siriana. Inoltre la grande
capacità finanziaria dell’Iran indotta dei petroldollari è stata determinante
nell’approvvigionamento di armi della
Siria.
Il ruolo destabilizzante
della Siria nella regione
Le attuali
tensioni siro-israeliane sono anche caratterizzate dall’ulteriore necessità
strategica della Siria di liberarsi dalle pressioni internazionali a causa del
suo continuo impegno a destabilizzare il Libano e del suo sospettato ruolo
principale nell’omicidio dell’ex primo ministro libanese Rafik Hariri.
Il ruolo
destabilizzante della Siria nella regione è stato sottolineato dal Gen. George
W. Casey Jr., ex comandante degli Stati Uniti in Iraq, che ha ribadito quanto
la Siria abbia agito da principale linea di rifornimento di armi e volontari,
che seguitano a confluire liberamente attraverso il confine siro-iracheno per
sostenere i ribelli iracheni contro gli Stati Uniti e le forze della
coalizione. In questa delicata congiuntura, è nell’interesse della Siria e di
Israele di prevenire un ulteriore deterioramento della situazione.
Jerusalem Center Strategic Affairs Unit
