Crisi. Tremonti: “Finito l’incubo crollo della finanza e delle borse”
19 Aprile 2009
di Redazione
"L’incubo degli incubi ovvero il crollo finanziario globale è finito e si è arrestata la caduta dell’import e dell’export, del commercio mondiale". Se ancora non si può parlare di vera e propria ripresa, perché "fondamentalmente siamo in una situazione di incognita, comunque possiamo guardare al futuro con qualche prospettiva che sostituisce, come dice Obama, la speranza alla paura". Con parole, se pur ancora caute, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti mostra i primi segnali di ottimismo sulla crisi economica che ha travolto il pianeta.
"L’apocalisse non c’e stata – sottolinea – e la gente ha tirato un sospiro di sollievo". Il ministro, che è stato ospite della trasmissione di Lucia Annunziata "In mezz’ora" su Rai Tre, alla vigilia del G7 parla dunque di primi segnali di "speranza". "La mia impressione – spiega – è che la prima causa della crisi, la caduta della Borsa e della finanza, si sta riducendo. Nessuno pensa più all’apocalisse finanziaria e non vedo più la paura di un crollo della finanza".
Il ministro evidenzia anche un arresto della caduta "dei traffici nei porti e nelle strade, dell’import e dell’export, dei principali indicatori" ma anche "dei comportamenti di vita". La sensazione che ci siano segnali di un’inversione di tendenza è condivisa anche dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi: "Ci sono le condizioni per un cauto ottimismo", ha messo in evidenza citando i primi dati positivi sugli ordini dall’estero all’industria italiana.
"C’è una generale percezione – ha aggiunto – che il mercato finanziario globale stia superando le maggiori preoccupazioni di instabilità". Sulla stessa linea d’onda il direttore generale dell’Abi Giuseppe Zadra aveva detto che "i principali indicatori smettono di peggiorare e cominciano a migliorare. Arrivano nuovi ordinativi alle imprese, gli imprenditori vedono meno nero e si predispongono a fare investimenti".
Definendo le dichiarazioni 2007, pubblicate qualche giorno fa, "scandalose", sottolinea che "l’evasione non aumenta e il calo delle entrate, che oggettivamente c’è, è minore in Italia che negli altri Paesi europei". E in ogni caso "l’evasione non si combatte con la propaganda ma mettendo in campo i Comuni e facendo il federalismo fiscale". Due parole anche sul referendum: "Era meglio non farlo" e, quanto ai costi, andrebbero "messi a carico di chi ha inventato il referendum". Infine Tremonti rimarca il consenso di cui gode in questo momento il governo: "In un momento di crisi come questo il consenso non te lo regalano. Gli italiani sono tra i più intelligenti al mondo e dunque forse il governo questo consenso un po’ se lo è meritato".
