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Cuperlo stronca Renzi ma Velina Rossa lo smonta

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"Matteo, ti manca la statura del leader anche se coltivi l'arroganza del capo". E' il succo dell'affondo portato da Gianni Cuperlo e dalla sinistra Pd a Matteo Renzi. Ma il premier non si scompone e risponde a Cuperlo: "E' un giudizio politico che rispetto ma io ho l'ambizione di proporre una sinistra credibile, possibile e riformista".

 

L'attesa direzione del Pd finisce così, con l'ennesimo attacco, più compatto di altre volte, della sinistra del partito, anche se poi, alla fine, i voti contrari al premier saranno solo 13, mentre si rinsalda l'asse che va da Cuperlo a Speranza al governatore della Puglia, Michele Emiliano. "Ti ammiro per come costruisci i tuoi discorsi e i tuoi ragionamenti, con passione - dice Cuperlo -  ma penso che tu non ti stai mostrando all'altezza del ruolo che ricopri in questi passaggi delicati per la vita del Paese e della sinistra, che non hai la statura del leader anche se coltivi l'arroganza dei capi".

 

"Penso che non stai facendo il segretario e stai spingendo molti ad abbandonare il partito - prosegue implacabile Cuperlo - forse ti applaudiranno pezzi della destra ma rischiamo di perdere pezzi della sinistra. Sento il peso di stare in questo partito, certo puoi sempre rispondermi con un 'ciao', ma se il segretario del mio partito dice che siamo qui solo a difendere noi stessi non vuoi vedere cosa sia il rispetto e il desiderio di stare assieme". Insomma quasi una dichiarazione di addio.

 

Sulla inchiesta Tempa Rossa, Cuperlo afferma che "non si può chiudere con la sintesi 'ho deciso io', il problema non è solo nel Chi ma nel Come si decide. La questione non è una telefonata o l'inadeguatezza di un ministro ma il processo e i luoghi delle decisioni, il ruolo del Parlamento e forse anche la dialettica nel partito". Cuperlo critica "l'emendamento che viene inserito di notte perché lo vuole il premier in un campo come quello degli idrocarburi...".

 

Sull'inchiesta di Potenza, dure anche le parole di Roberto Speranza: "Quell'emendamento rivendicato da Renzi lo avrei voluto discutere in Parlamento perché stravolge le regole delle autorizzazioni petrolifere". "Sulle grandi questioni strategiche nazionali vanno fatte discussioni formali alla luce del sole e non emendamenti approvati di notte". Speranza critica l'astensione al referendum del 17 aprile, professata dal leader del Pd, Renzi la difende, citando la medesima posizione adottata dai Ds nel 2003 contro il referendum sull'articolo 18 - con tanto di slide con il manifesto della Quercia.

 

La minoranza dem del Pd però non convince "Velina Rossa", la sinistra del partito "non può limitarsi a sperare". "Come si puo' cambiare il partito quando manca una contrapposizione politica vera, e quei pochi oppositori vengono disprezzati dal segretario e dai suoi accoliti?", si chiede la Velina, che sfida i dem come Cuperlo a porre la vera questione relativa all'inchiesta: "Fin dalla sua nomina la Guidi non era scevra da conflitti di interessi".

 

"A portarla al governo è tato il presidente del consiglio che garantiva per lei. Se il principio è che bisogna fidarsi dell'amico, cosa succede quando questo amico, o presunto tale, si dimostra infedele nei confronti delle istituzioni?". Parole roventi che danno l'idea del clima che si respira dentro il partito democratico.

 

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