Home News Da Confindustria Abruzzo l’appello a dare la priorità all’economia reale

l'Occidentale Abruzzo

Da Confindustria Abruzzo l’appello a dare la priorità all’economia reale

0
2

I Giovani di Confindustria Abruzzo fanno sentire la propria voce alla classe dirigente abruzzese. Chiedono l’apertura di un dialogo nuovo: costruttivo, lungimirante. Perché la situazione non consente ulteriori rinvii. L’occasione arriva dal consueto appuntamento di Capri, dove si è appena conclusa la 27esima edizione del Convegno dei Giovani di Confindustria. I giovani chiedono risposte, lanciano proposte, ma soprattutto chiedono azioni concrete. Perché le sfide all’orizzonte sono numerose e decisive e non ci si può far trovare impreparati.

A sottolinearlo è Luca Verdecchia, presidente dei Giovani imprenditori di Teramo, presente a Capri insieme a Riccado D’Alessandro, presidente di Chieti, Alessandro Addari, a capo dei Giovani imprenditori di Pescara, Pierluigi Panunzi, dell’Aquila. E a proposito di sfide, dunque, Verdecchia ha sottolineato che “dal 2013 i Giovani Industriali abruzzesi non saranno più nell’Interregionale del Mezzogiorno bensì nell’Interregionale del Centro. La prospettiva di diventare la terza macro-regione europea, dopo Baltico e Danubio, rappresenta un’occasione decisiva per far tornare l’Adriatico centrale nelle politiche di sviluppo”.

Prospettive, ma anche urgenze, come ha ricordato l’aquilano Pierluigi Panunzi, raccontando la situazione difficile che ancora vive la sua città: “Abbiamo capannoni vuoti, con i drammi interiori che li accompagnano, e una quantità di vertenze che stanno a significare una cosa sola: aumenterà la popolazione dei senza lavoro e, quindi, quella che non consuma, con evidenti ripercussioni su tutto il sistema sociale. La Regione Abruzzo deve guardare con estrema attenzione alle questioni aperte dalle grandi industrie nonché sostenere le piccole con strumenti di incentivazione alla crescita. Resto turbato dal tanto parlare di stritolamento dell’euro. Ma perché non ci concentriamo sullo stritolamento delle imprese, cioè sull’economia reale?”.  

Per il presidente provinciale di Pescara, una delle priorità è quella del ritorno della buona politica come condizione per avere uno sviluppo sano. “Il nostro presidente- ha spiegato Addari - ha ricordato l’etimologia della parola ‘candidato: ‘candido’ nei tempi della nostra comune matrice storica stava a significare il “candore dovuto” da parte delle persone che si offrivano insieme alla loro integrità personale e politica quali rappresentanti della società civile e delle sue scelte. Duro, infine, Riccardo D’Alessandro che ha puntato il dito contro quelli che ha definito eccessi di campanilismo che a volte tendono a disturbare il confronto dell’Abruzzo con l’Europa. “ci fa perdere l’orientamento, che dovrebbe invece tenere lo sguardo rivolto all’Europa e non ai nostri “orti” da coltivare”. Di qui il monito alla classe dirigente, con un riferimento chiaro all’attuale polemica sulla riduzione delle province che da settimane sta tenendo banco nel dibattito politico regionale: “bisogna porre fine a questa lotta intestina e andare avanti con una provincia, due o qualsiasi altro numero, ma con un Abruzzo unico”.

Ad ascoltare le richieste dei Giovani Imprenditori a Capri anche l’assessore regionale al Lavoro e alle Politiche Sociali Paolo Gatti che ha recepito le richieste ed ha rilanciato su un tema altrettanto fondamentale: la necessità di riformare scuola e il sistema della formazione. Con una riflessione: “Fin quando – ha spiegato l’assessore - le Regioni e, insieme ad esse il sistema istruzione, non avranno la competenza sulla selezione dei docenti, dei dirigenti scolastici e dei loro stipendi, non si innescherà mai una “fabbrica del merito”. Il fatto che lo Stato si sia dato l’obiettivo di centralizzare le politiche attraverso la riappropriazione di alcune materie, si tradurrà in un arretramento tristemente finalizzato a non cambiare nulla”.

  •  
  •  

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here