Darfur, oggi risoluzione Onu su missione di pace

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Darfur, oggi risoluzione Onu su missione di pace

31 Luglio 2007

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu potrebbe mettere oggi al voto la risoluzione che autorizza il dispiegamento di una forza di pace ibrida, Onu e Unione africana (Ua), nella regione sudanese del Darfur.

Nella tarda serata di ieri, Regno unito e Francia hanno infatti presentato la terza versione del proposta in discussione da settimane al Palazzo di Vetro.

“Abbiamo lavorato molto con i britannici – ha dichiarato nella tarda serata di ieri il numero due della missione francese all’Onu, Jean-Pierre Lacroix – abbiamo avuto consultazioni con i membri del Consiglio di sicurezza e in spirito di trasparenza con l’Ambasciatore del Sudan, come avevamo già fatto nei giorni scorso. Se non ci sono altre questioni da regolare, potremmo andare al voto domani (oggi, ndr) sul testo. Abbiamo cercato di tenere in considerazione le preoccupazioni di tutti, ma preservando l’integrità del mandato della forza, attenti a dare indicazioni per il dispiegamento dei peacekeeeper ambiziose in termini di calendario, ma anche realistiche”.

L’ambasciatore cinese all’Onu, Wang Guangya, presidente di turno del Consiglio di Sicurezza, ha precisato che il voto potrebbe arrivare nel pomeriggio di oggi. I diplomatici si sono detti fiduciosi dell’approvazione del testo.

L’ultima versione del testo, ottenuta dalla France presse, prevede che la forza congiunta Onu-Ua, ribattezzata Unamid, cominci a dispiegare “mezzi operativi” in vista della creazione di un quartier generale “entro l’ottobre 2007”. L’Unamid dovrà quindi subentrare alla forza di pace Ua presente dal 2004 in Darfur “appena possibile e non più tardi del 31 dicembre 2007”.

La forza di pace conterà complessivamente 26.000 uomini: 19.555 militari, 3.772 agenti della polizia internazionale e 19 unità di polizia per complessivi 2.660 uomini. Il conflitto in Darfur è scoppiato nel febbario 2003 e ha causato finora 200.000 morti e oltre 2,5 milioni di sfollati e rifugiati.

Nel maggio 2006 venne raggiunto un accordo tra il governo di Khartoum e una fazione di un gruppo di ribelli, ma le violenze non sono cessate.

Le Nazioni unite e l’Occidente hanno fatto grandi pressioni nel corso dell’ultimo anno sul governo sudanese per ottenere il via libera alla missione di pace, arrivato nel giugno scorso dal presidente Omar al Bashir.