Ddl welfare: ok della commissione, ma la maggioranza si divide
22 Novembre 2007
di Redazione
Dopo più di 4 ore e mezzo di discussione, la commissione Lavoro della Camera ha dato il via libera al ddl sul welfare dopo un braccio di ferro all’interno della maggioranza sui punti chiave del provvedimento.
Nonostante le modifiche apportate, nella maggioranza persistono infatti i distinguo. La sinistra ha già fatto sapere che riproporrà in Aula gli emendamenti bocciati, in particolare Rifondazione Comunista darà battaglia per il cosiddetto “diritto di precedenza”, un emendamento che modificava alcune norme sui contratti a termine, respinto peròdalla commissione.
lI mal di pancia della sinistra della coalizione si registrano anche sull’inserimento, grazie al voto congiunto del resto dell’Unione e della Cdl, di un emendamento che consente l’utilizzo del job on call, norma abrogata, in alcuni settori di lavoro come il turismo e lo spettacolo. “E’ una lesione dell’equilibrio del protocollo”, dichiarano all’unisono Verdi, Pdci, Prc e Sinistra Democratica.
Nonostante le avvisaglie che arrivano dai quattro partiti dell’ala radicale, il governo ed il relatore del provvedimento non nascondono la soddisfazione per il risultato.
“E’ un buon accordo”, dice Emilio Del Bono relatore del ddl, a cui fa eco il sottosegretario al welfare Antonio Montagnino: “Siamo soddisfatti. E’ stato mantenuto l’equilibrio del protocollo del 23 luglio”.
In attesa che il ddl arrivi in Aula, dove non si esclude, viste le divisioni interne alla maggioranza, che il governo possa ricorrere alla fiducia, a promettere battaglia sono anche i Socialisti. “Io resto l’unico insoddisfatto”, dice Lanfranco Turci al termine dei lavori, spiegando che il governo dovrà tener conto delle richieste avanzate sui co.co.pro perchè da quello “dipenderà anche il voto a Palazzo Madama”, come aveva preannuciato Gavino Angius qualche giorno fa.
Evita commenti infine il presidente della commissione Lavoro Gianni Pagliarini, che però non nasconde la soddisfazione per alcune modifiche, una su tutte quella per i lavori usuranti, che portano la sua firma. “A parlare per me questa sera – dice sorridendo – sono i miei emendamenti”.
