Detenuto si suicida nel carcere di Padova, è il 13° nel 2010
07 Marzo 2010
di Redazione
Giuseppe Sorrentino, 35 anni, si è suicidato alle 10.30 questa mattina impiccandosi nel bagno della sua cella nel carcere di Padova, nella Sezione "Protetti" della Casa di Reclusione. Era recluso nella sezione protetta del carcere perché in precedenza aveva manifestato forte disagio.
L’uomo, che era in cella da solo, si è impiccato alle sbarre della finestra del bagno mentre gli altri detenuti erano fuori dalla Sezione per "l’ora d’aria". Sono stati proprio i compagni, dal cortile, ad accorgersi di ciò che stava accadendo e a dare l’allarme, ma quando gli agenti sono entrati in cella per soccorrerlo Sorrentino era già morto.
Condannato a venticinque anni per omicidio volontario, di origini campane, Sorrentino era in carcere già da diversi anni e la detenzione lo aveva duramente provato: infatti manifestava da tempo segni di profondo disagio ed era reduce da un lungo sciopero della fame che lo aveva debilitato. Ricoverato più volte in Ospedale e in Centro Clinico Penitenziario, ogni volta al ritorno in carcere riprendeva la sua protesta, lamentando in particolar modo una scarsa attenzione alle sue problematiche da parte degli operatori penitenziari.
L’avvocato Bianca De Concilio ha annunciato che denuncierà l’istituto di pena. Ma gli agenti penitenziari, deputati ai controlli, rilanciano ricordando la gravità del sovraffollamento delle carceri italiane e come "solo la professionalità della polizia penitenziaria riesce a sventare ogni giorno tentati suicidi". "La condizione negli istituti di pena è assolutamente invivibile", rileva Stefano Anastasia, difensore civico dei detenuti dell’associazione Antigone. "Salvo gli sforzi di alcune amministrazioni, il sovraffollamento è una realtà drammatica – aggiunge Anastasia – e a due mesi dalla dichiarazione di stato d’emergenza carceri proclamato da Alfano nulla ancora è stato fatto".
Il suicidio di Sorrentino è il secondo in meno di due settimane nella Casa di Reclusione di Padova, dove il 23 febbraio scorso, nella stessa Sezione, si tolse la vita Walid Alloui, che aveva 28 anni. Dall’inizio dell’anno salgono così a 13 i detenuti suicidi e a 31 il totale dei morti "di carcere" (che comprendono i decessi per malattia e per cause "da accertare").
