Di Bertinotti c’è n’è un solo: sempre lo stesso
09 Maggio 2007
di Redazione
Fausto Bertinotti è stato accolto gelidamente dalla comunità ebraica italiana di Gerusalemme. In effetti lui è l’unico a essersene sopreso. Si è infatti lamentato del fatto che si suoi interlocutori lo abbiano accolto e interpellato più come leader di Rifondazione che come Presidente della Camera.
D’altro canto Bertinotti da quando siede sullo scranno più alto di Montecitorio ha fatto poco per agevolare questa distinzione. E a Gerusalemme, a parte il seguito, il cerimoniale e l’imbarazzato ambasciatore al fianco, non c’era altro che potesse aiutare a vedere in lui una figura istituzionale.
Bertinotti ha ascoltato con irritazione le accuse che dai maggiori esponenti della comunità venivano rivolte a lui e in genere alla sinistra estrema italiana per aver “abbandonato” Israele e le sue ragioni. Ma si è trattenuto.
Ha promesso una risposta alla scadenza del suo mandato.
Non ci resta che augurargli di poter mantenere la promessa il prima possibile. Siamo tutti impazienti.
