Di Pietro: “Immediate dimissioni” di Alfano e dei 2 “giudici spregiudicati”.

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Di Pietro: “Immediate dimissioni” di Alfano e dei 2 “giudici spregiudicati”.

01 Luglio 2009

La cena organizzata dal giudice costituzionale Luigi Mazzella a casa sua, alla quale hanno preso parte, tra gli altri, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, Gianni Letta, il ministro della Giustizia, il presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato Carlo Vizzini e un altro giudice della Consulta Paolo Maria Napolitano è un episodio "gravissimo", che "mina l’immagine e la sacralità della Corte". Pertanto, il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, con la sua interpellanza al Guardasigilli, chiede "immediate dimissioni" non solo del ministro Angelino Alfano, ma anche dei due "giudici spregiudicati".

"Qualsiasi decisione verrà presa dalla Corte Costituzionale sul Lodo Alfano – sottolinea Di Pietro – non sapremo mai se sarà il frutto di un’autonoma scelta della Consulta o della riunione carbonara" con il premier "pluri-inquisito". La Corte Costituzionale, sottolinea il leader dell’Idv, "è un organo talmente indipendente che in nessun modo può essere oggetto di interferenze e pressioni nè da parte del governo, nè da parte di altri organi costituzionali". Di Pietro chiede quindi le dimissioni del ministro della Giustizia Angelino Alfano, che invece di prendere parte alla cena avrebbe avuto "il compito di vigilare", e dei giudici costituzionali Mazzella e Napolitano.

"Il Governo Berlusconi non ha organizzato presso l’abitazione del giudice costituzionale Luigi Mazzella alcuna riunione". Lì si è svolto, "nella prima metà del mese di maggio, un incontro conviviale, che è naturale conseguenza di un rapporto di conoscenza e stima risalente nel tempo che lega il padrone di casa e i suoi ospiti", vale a dire il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi; il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta; il ministro della Giustizia Angelino Alfano; il giudice costituzionale Paolo Maria Napolitano; il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato Carlo Vizzini, invitati insieme "alle rispettive consorti molte settimane prima del mese di maggio". Lo ha spiegato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito, rispondendo al Question time alla Camera ad un’interrogazione dell’Idv.

"L’incontro dunque – ha proseguito Vito – ha avuto luogo in ogni caso in un’epoca antecedente al 26 giugno scorso, giorno nel quale il presidente della Corte costituzionale ha fissato per il prossimo 6 ottobre la data di inizio della discussione sul lodo Alfano e ha indicato nel giudice Gallo il relatore della medesima discussione. È appena il caso di osservare che l’incontro non ha avuto in alcun modo ad oggetto temi che riguardassero l’agenda della Corte costituzionale nè ipotesi di riforma del titolo quarto della Costituzione". Il leader dell’Idv ha giudicato "insoddisfacente e inaccettabile" la risposta del Governo, sottolineando che la Corte costituzionale "non dovrebbe essere oggetto di interferenze". In ogni caso "a maggio già c’era il lodo Alfano e la richiesta di giudicare la legittimità costituzionale".