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Difende la fidanzata, poliziotto ucciso con una coltellata alla gola

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Un agente della Polfer in servizio nella stazione ferroviaria di Rho (Milano) è morto ieri sera dopo essere stato colpito con un coltello alla gola da un 31enne al termine di un diverbio nato per difendere la fidanzata molestata da due sconosciuti.

Cristian Giola, 31 anni, residente ad Inveruno (Milano), era un ex bancario attualmente in cura presso il Centro riabilitativo di accoglienza rhodense perché affetto da sindrome depressiva insorta dopo il suo licenziamento. Ieri sera, in compagnia di un amico, al momento ritenuto estraneo ai fatti, era entrato in un bar vicino alla stazione di Rho ed aveva incominciato a molestare la donna, che aveva chiamato al telefono il fidanzato, Salvatore Farinaro di 30 anni. Quando il poliziotto è arrivato nel locale è scoppiata la lite durante la quale Giola ha colpito la vittima alla gola con un coltellino, ferendolo a morte.

Subito dopo il fatto, l'uomo è stato bloccato mentre si stava allontanando dalla stazione. Secondo quanto si è potuto sapere, Giola non ha opposto resistenza. Accusato di omicidio volontario, si trova ora nel carcere milanese di San Vittore. L'aggressore era già noto alle forze dell’ordine per qualche piccolo precedente legato all’abuso di alcol e droga.

"E' stato colpito appena dopo essersi qualificato - ha spiegato Enzo Delle Cave, segretario lombardo del Siap -. Un brutto segno, della scarsa considerazione per le forze dell'ordine dovuta anche alle continue aggressioni della politica". Il Siap, per il poliziotto ucciso, chiede ora almeno il riconoscimento come vittima caduta nell'adempimento del proprio dovere.

"Ogni mattina veniva nel nostro bar per prendere il caffè e le sigarette - ha detto la titolare del bar della stazione di Rho - era una bravissima persona e ancora non riusciamo a credere che possa essere morto in questo modo". La postazione della Polfer dove l'agente lavorava rimarrà chiusa per tutto il giorno. Il dirigente del commissariato di polizia di Rho, Francesco Anelli, accompagnato dal comandante dei carabinieri di Rho, Luca Necci, ha deposto una corona di fiori davanti al bar, dove ha perso la vita l'agente di origini napoletane, che lavorava a Rho da soli due anni.

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1 COMMENT

  1. E’ una storia triste,
    E’ una storia triste, sintomatica del clima “anomalo” che si respira nelle metropoli oggi.
    A conti fatti sarebbe stato meglio se la ragazza avesse chiamato la polizia. In quel caso l’omicida sarebbe stato inibito. Ma parlare dopo i fatti e da persona non coinvolta è troppo facile…..del resto è anche normale, per una ragazza molestata, chiedere aiuto al proprio fidanzato, che per di più è poliziotto…qualunque ragazza avrebbe agito così…non ci sono parole….

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