Domani storico incontro a Castelgandolfo tra il Papa e il premier iracheno

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Domani storico incontro a Castelgandolfo tra il Papa e il premier iracheno

24 Luglio 2008

E’ un’udienza fortemente voluta tanto dalla Santa Sede quanto dal governo iracheno quella che Benedetto XVI ha concesso al premier Nouri al-Maliki che sarà ricevuto domani in tarda mattinata nella residenza estiva del pontefice a Castelgandolfo. Ratzinger, di ritorno dal lungo e faticoso viaggio in Australia, ha fatto una deroga al riposo assoluto che aveva programmato per questa settimana proprio per il suo primo e storico incontro con il premier sciita, a riprova dell’attenzione che questo Papa ha sempre avuto non solo per la minoranza cristiana ma per l’intero popolo iracheno, martoriato dalla guerra e dal terrorismo.

Benedetto XVI ha, tra l’altro, promosso cardinale, nell’ultimo concistoro, l’anziano patriarca caldeo-cattolico di Baghdad, Emmanuel III Delly.

”L’incontro tra al-Maliki e il Papa avrebbe dovuto svolgersi già alcuni mesi fa. – racconta l’ambasciatore iracheno presso la Santa Sede, Albert Edward Ismail Yelda -. Era saltato precedentemente per impegni di salute di al-Maliki. Adesso, anche se sappiamo bene quanto il Papa sia stanco e abbia bisogno di riposo dopo i recenti viaggi, non abbiamo esitato a riproporlo e infatti dalla Segreteria di Stato e’ arrivata immediatamente una risposta affermativa”.

Ratzinger, sempre secondo Yelda, ”vuole dare il suo significativo contributo affinchè la pace e al stabilizzazione siano implementate in Iraq”.

Al-Maliki, anticipa il diplomatico, metterà Ratzinger al corrente delle misure prese dal governo iracheno per migliorare la sicurezza e i servizi pubblici per gli iracheni e degli sforzi fatti dal governo per la riconciliazione del Paese e per proclamare il 2008 come ”l’anno della ricostruzione dell’Iraq”. Le condizioni di sicurezza in Iraq ancora non consentono di circolare liberi da pericoli ma ”non appena saranno migliorate – spiega il diplomatico – il nostro Primo ministro estenderà al Papa e ai membri della Santa Sede un invito a visitare il Paese”.