Home News Dopo la corsa al test rapido, il tasso di positività sui tamponi è fisiologico. Ma l’occasione è ghiotta per fare allarmismo

L'uovo di giornata

Dopo la corsa al test rapido, il tasso di positività sui tamponi è fisiologico. Ma l’occasione è ghiotta per fare allarmismo

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Fra un’intervista a un vaccinato, un dibattito sull’iniezione a Vincenzo De Luca e una nuova puntata del fotoromanzo targato Mimmo Arcuri, insomma in un mare di speranza petalosa sparsa copiosamente a favor di telecamera, dati allarmanti tornano a farsi spazio nella rassegna stampa. L’indice di positività, e cioè il rapporto tra tamponi effettuati e tamponi positivi, è tornato a salire sfiorando il 15 per cento dopo essere crollato sotto il dieci.

Vuoi vedere che gli italiani cattivoni hanno approfittato della magnanimità del governo nel periodo pre-natalizio? Vuoi vedere che per colpa dello shopping sfrenato e di uno scambio di auguri di troppo la terza ondata arriverà talmente presto da non darci nemmeno il tempo di capire se la seconda nel frattempo sia effettivamente finita?

Eppure. Eppure basterebbe azionare qualche sinapsi in più per rendersi conto non solo che il dato era assolutamente prevedibile, ma che anzi (grazie al cielo) l’incremento è inferiore di quello che ci si poteva attendere. Non certo per gli abbracci natalizi, ma per una circostanza assai più ovvia e perfino banale.

Il fatto è che nel giorno della Vigilia e in quelli immediatamente precedenti c’è stata una corsa sfrenata al test antigenico rapido: chiunque abbia provato a contattare una farmacia o un laboratorio analisi per sottoporvisi sa quanto fosse difficile, se non impossibile, trovare un posto libero. Gli italiani, insomma, hanno preso assai sul serio le raccomandazioni di sicurezza e hanno voluto sottoporsi a un controllo prima di concedersi un paio di pasti allargati in famiglia.

Certo, sulla scientificità di tale profilassi si potrebbe discutere a lungo. Ma insomma, questi sono i fatti. E i fatti, se ancora hanno una logica, ci dicono che nei giorni immediatamente successivi tutti coloro ai quali il test rapido ha dato esito positivo sono stati obbligatoriamente sottoposti a tampone molecolare. Sicché, mentre in periodi ordinari – posto che il tracciamento è saltato da tempo – i tamponi vengono effettuati un po’ su base probabilistica, un po’ per ordinario screening su determinate categorie più esposte, e parecchio “ndo cojo cojo”, in questi giorni si è verificato statisticamente un surplus di tamponi con prognosi di esito positivo perché effettuati su un campione di persone che si erano volontariamente sottoposte a test rapido a sua volta risultato positivo.

Insomma, come sempre nessuna minimizzazione. Ma poiché il nostro Paese va scivolando verso la soglia della povertà, sarebbe il caso di calibrare i messaggi che si danno. E, soprattutto, di azionare il cervello.

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