Dossieraggio. Marcegaglia: “Non sono ricattabile, non mi piego ai veleni”

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Dossieraggio. Marcegaglia: “Non sono ricattabile, non mi piego ai veleni”

16 Ottobre 2010

"Ho provato grande amarezza pensando che qualcuno di voi abbia potuto pensare che il suo presidente fosse ricattabile", dice la leader di Confindustria, Emma Marcegaglia. Che alla "base" di piccoli e medi imprenditori riunita a Prato promette: "Non c’è pressione, non c’è telefonata, non c’è intercettazione, non c’è verbale giudiziario che possa farmi tremare la mano", "il mio dovere è quello di non piegarmi", "non cambierò rotta, non cederò di un solo millimetro".

Dopo l’inchiesta sul caso de Il Giornale, poi la copertina di Panorama, denunciando una "cortina fumogena velenosa che tenta di investire Confindustria con la sua nebbia" Emma Marcegaglia rinnova un impegno: "Se i veleni della politica o della stampa credono di indurci a dire qualcosa o a a tacerne altre io so quale è il mio dovere, lo dico forte: non piegarmi, respingere con massima fermezza ogni eventuale tentativo di compromettere l’autonomia e l’indipendenza di Confindustria".

Sarà così "fino a fine mandato, a maggio 2012". A costo di farlo anche in un clima che provoca "ribrezzo", anche dopo "un teatrino mediatico che mi fa abbastanza schifo". La platea la accoglie con un applauso. Lei si commuove. "Sento il vostro affetto, mi da ancora più forza". Inizia a parlare, di fronte gli imprenditori, i suoi, poco dopo aver annunciato una scelta forse sofferta: il suo portavoce, Rinaldo Arpisella, (coinvolto prima dalle intercettazioni che hanno portato all’inchiesta per un presunto "dossieraggio" del Giornale contro la leader degli industriali, poi dal servizio di Panorama per una telefonata con un giornalista del settimanale) d’ora in avanti non si occuperà più del suo ruolo in Confindustria, ma solo delle aziende del gruppo Marcegaglia.

"Decisione presa di comune accordo". Un passaggio che "è la prova – per il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti – non della colpevolezza di Arpisella, ma che questa storia è tutta un grande equivoco dove non ci sono reati ma solo pasticci". Nessun commento invece dal vicedirettore Nicola Porro. Emma Marcegaglia vuole far chiarezza: "Serviamo il Paese", "nessuna ambizione politica", Confindustria sprona "maggioranza, opposizione, e sindacati" fedele solo al "credo delle imprese". E continuerà a farlo "anche se la politica si infastidisce". Poi avverte: questo clima, a cui si aggiunge la "spirale di violenza" sul delicato fronte delle relazioni sindacali, è "un rischio aggiuntivo" nell’uscita dalla crisi.

Il Paese "ha tenuto" nei momenti più difficili. Poi, "la vita pubblica è tornata a cadere vittima dei suoi peggiori difetti, e si è diffusa una coltre sempre più pesante di polemiche condotte a colpi di veleni e sospetti, odio, delegittimazioni personali, gossip, campagne mediatiche, intercettazioni telefoniche, accuse infamanti". "Vita pubblica e politica si distruggono sotto i nostri occhi", è una spirale che "può mettere l’Italia nel mirino dei mercati".