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Dpef, il Senato dice sì alla risoluzione dell’Ulivo

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Approvata la risoluzione sul Dpef approvata dalla maggioranza in aula al Senato con 159 voti favorevoli, 147 contrari e un astenuto.

Tra i senatori a vita Giulio Andreotti si è astenuto, gli altri due senatori a vita presenti in aula, Rita Levi Montalcini ed Emilio Colombo, hanno votato con la maggioranza. Il senatore Franco Turigliatto, di Sinistra critica, non ha partecipato al voto.

Lotta al lavoro precario con la riforma della legge Biagi, riduzione delle tasse (l’Ici in particolare) e drastico taglio dei costi della politica. Ma anche un percorso «rigoroso e graduale» per il risanamento dei conti pubblici, il sostegno alle famiglie e le politiche per il Mezzogiorno. Sono questi i punti principali elencati in un documento di 16 pagine, che impegnano il governo su diversi aspetti di politica economica. Dall’alleggerimento fiscale fino ai grandi obiettivi del "sistema-Paese", come il rafforzamento delle infrastrutture e la lotta al cambiamento climatico, rispettando il protocollo di Kyoto.

''Ancora una volta le scelte del Governo sono state considerate con convinzione dall'Unione. Si tratta di un grande risultato sulla strada delle politiche di riforma economica che la maggioranza persegue con determinazione''. Così, il presidente del Consiglio, Romano Prodi, secondo cui ''Al Senato, nonostante le oggettive difficoltà prodotte dalla legge elettorale, la maggioranza ha dimostrato in tutto questo anno la sua volontà di sostenere e stimolare il Governo. E di questo sono veramente grato a tutti''.

Tasse e Ici. Le maggiori entrate derivanti dalla lotta all’evasione fiscale devono essere destinate "in via prioritaria alla progressiva riduzione del prelievo tributario complessivo a carico delle famiglie, in particolare di quelle numerose o incapienti, dei soggetti economicamente più deboli (giovani precari e anziani), e delle imprese". Bisogna poi "ridurre il carico fiscale sulla casa, attraverso una revisione della normativa sull’Ici" e completare con la prossima manovra la riforma delle rendite finanziarie prevedendo l’omogeneizzazione del prelievo, "con un’unica aliquota al 20%".

Lavoro precario e legge Biagi. In coerenza con il programma", il documento impegna il governo a realizzare una riforma delle leggi sul lavoro, "a partire dalla legge 30/2003 (legge Biagi, ndr) e dai decreti che moltiplicano le tipologie precarizzanti". Promuovere il lavoro a tempo indeterminato, riducendo le forme di lavoro flessibile e a termine.

Finanza pubblica. E' stato ribadito l’impegno a non fare una manovra correttiva per il 2008. Occorre "perseguire un percorso rigoroso, ma più graduale di quello indicato dall’Unione europea" per il risanamento dei conti.

Costi della politica. Il governo deve stabilire "norme incisive per ridurre i costi della politica, comprese la riduzione degli incarichi di governo, conseguendo un risparmio a regime per almeno 2 miliardi".

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