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Dpef, nuovo ultimatum di Ferrero al suo Governo

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L'Italia rischia di uscire dall'Europa per risorse destinate alla spesa sociale, già ora più bassa di 1 punto e mezzo rispetto alla media dell'Ue a 25. L'allarme arriva dal ministro della solidarietà sociale, Paolo Ferrero, che in vista della messa a punto del Dpef ha incontrato la società civile e i rappresentati degli enti locali. E avverte: "I 2,5 miliardi del tesoretto destinati alla spesa sociale non bastano, si aumenti la cifra".
Come dire, dopo l'allarme l'ultimatum. Secondo Ferrero infatti,  sulla ripartizione dei 2,5 miliardi illustrata dal ministro del Lavoro, Cesare Damiano, alle parti sociali venerdì "non c'è l'accordo nel Governo e, soprattutto, nella maggioranza". Quindi, "bisogna che entro il 28 giugno ci sia l'accordo. La mia opinione è semplice: è economicamente possibile mettere una quota maggiore di risorse sulla spesa sociale e su questa base è possibile fare un accordo". Il ministro ha aggiunto che oggi invierà "una nota a Prodi" per sollecitare un impegno delle risorse anche su servizio civile ed emergenza sfratti.

Il ministro ha ribadito la contrarietà ad un approccio eccessivamente economico rispetto alle decisioni governative, che ''non guarda abbastanza al disagio sociale. Così non si può continuare, il paese non ce la fa. Va tenuto conto che la spesa sociale è elemento che garantisce lo sviluppo economico. Mentre sui parametri economici siamo all'interno dell'Unione, per quelli sociali no e rischiamo l'uscita''.

Sulle difficoltà vissute a livello locale, Ferrero ha detto che c'è un ''accordo trasversale'' da parte degli amministratori locali di diverse provenienze politiche, ''dicono tutti le stesse cose''.

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