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Droga, Frattini: l’Italia deve tornare nell’osservatorio Ue

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Sulla droga "mi auguro che l'Italia recuperi rapidamente il tempo perduto e ascolti il suggerimento di chi attualmente dirige l'Osservatorio europeo di Lisbona, di riprendere quella attività positiva che c'era stata fino a poco tempo fa''. Così il vicepresidente della Commissione europea, Franco Frattini

Frattini ha puntato il dito sulla rappresentanza italiana nell'organismo che si occupa di droga in ambito Ue e ha anche definito ''idea strampalata'' quella di promuovere la coltivazione in Afghanistan di oppio a scopo terapeutico.

Frattini ha spiegato che ''fino al gennaio 2006 la rappresentanza italiana nell'Osservatorio era attiva ed efficace'' ma che ''non si può dire altrettanto su cosa è accaduto dopo''.

Il commissario Ue ha poi ribadito che ''tutte le droghe fanno male'' e ha sottolineato che le ultime stime dell'Osservatorio a proposito dei consumi non lasciano spazio all'ottimismo: un adulto europeo su 5 (65 milioni) ha fumato cannabis almeno una volta, e 12 milioni lo ha fatto negli ultimi 30 giorni; oltre 10 milioni hanno consumato cocaina almeno una volta, un milione e mezzo ne ha fatto uso negli ultimi 30 giorni e altrettanto con l'eroina.

Ancora. un milione di europei adulti (15-60 anni) ha consumato ecstasy o amfetamine nell'ultimo mese. Inoltre, ha aggiunto, in Europa abbiamo da uno a 8 casi di consumatori problematici di oppiacei (eroina) ogni mille persone e nel 2006 si sono verificati almeno 7 mila decessi improvvisi per motivi correlati alla droga.

Frattini ha poi definito un ''problema'' la mancanza di un'armonizzazione legislativa tra i paesi europei: ''non c'è e non ci sarà mai una legge europea sulla droga'' ha detto, e questo, ha sottolineato, provoca tra l'altro il cosiddetto ''turismo della droga'' all'interno dell'Ue, cioé i viaggi verso quei Paesi, come l'Olanda, che hanno una legislazione meno rigida.

''Questo sta diventando un problema per i Paesi vicini - hacontinuato - e Belgio, Lussemburgo e anche Germania sono molto preoccupati. Perciò stiamo affrontando la questione di come conciliare il principio della libera circolazione con controlli mirati alle frontiere''. Frattini è poi tornato a criticare l'ipotesi di utilizzare le coltivazioni di oppio in Afghanistan per ottenere farmaci: "è un'idea strampalata e nessuno ha spiegato chi controllerebbe poi le rotte. Come è possibile che la comunità internazionale finanzi una cosa del genere?''.

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