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Dubai. Travolto dai debiti chiede moratoria: borse europee a picco

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La crisi colpisce l'emirato del Dubai pressato dai debiti. La società statale Dubai World è alle prese con 59 miliardi di dollari di passività e ha chiesto ai creditori una moratoria sul debito. "Dubai World intende chiedere a tutti i fornitori di finanziamenti a Dubai World e Nakheel una moratoria e di estendere le scadenze almeno fino al 30 maggio 2010", ha detto il governo in una nota.

La società sta anche cercando di rinegoziare un bond islamico da 3,52 miliardi della controllata Nakheel, l'operatore immobiliare delle isole a forma di palma, in scadenza il 14 dicembre. La notizia ha fatto schizzare al rialzo i credit default swaps, i costi per assicurare il debito di Dubai contro il rischio default e ha fatto precipitare i prezzi dei bond. A Nakheel fa capo anche un debito da circa 980 milioni di dollari in scadenza il 13 maggio 2010, mentre il fondo di Dubai World, Limitless, ha un bond islamico da 1,2 miliardi di dollari in scadenza il prossimo 31 marzo.

Alla notizia della crisi dell'emirato arabo, le borse europee sono cadute a picco: il timore è che un eventuale crac della onnipresente holding dell'Emirato potrebbe essere il peggiore da quello dell'Argentina nel 2001. Centocinquanta i miliardi di capitalizzazione sono stati bruciati nella seduta di oggi a Wall Street. Il DJ Stoxx 600, che fotografa i maggiori titoli quotati in Europa, ha perso il 3,2%, il calo 'intra day' più profondo da aprile. "Torna lo spettro della crisi finanziaria - commentano nelle sale operative - e la paura di un nuovo caso Lehman" ricordando la bancarotta dell'istituto che ha gelato i mercati lo scorso settembre.

Le vendite hanno colpito tutti i titoli che hanno a che fare con l'Emirato. Lo stesso Lse, di cui il maggior azionista è la Borse Dubai con il 21% circa, archivia il peggior ribasso da aprile (-7,2%). Eads (European Aeronautic, Defence&Space) partecipata da Dubai International Capital al 3%, lascia il 3,8 per cento: gli analisti di Exane in un report ipotizzano la vendita di quella quota e ricordano inoltre che la compagnia aerea di Dubai è tra i maggiori clienti per l'Airbus A380 e potrebbe ritirare gli ordini. È panic selling e soffre anche Porsche (-5%) e Volkswagen (-6,2%) con cui si sta aggregando.

Il Qatar (che in realtà è altro rispetto a Dubai) ricordano gli analisti, detiene il 10% dei diritti di voto di Porsche e dovrebbe arrivare a detenere il 17% della nuova casa automobilistica. Sul titolo di auto sportive pesa poi il taglio della raccomandazione da parte di Unicredit da buy a hold e di Equinet da buy a reduce. Marfin Investment, il fondo di investimenti sostenuto da Dubai Financial e quotato ad Atene, ha fatto un tonfo del 16 per cento, maglia nera di tutto il listino Stoxx 600. Dubai World, alle prese con un debito di oltre 59 miliardi di dollari, ha oltre 70 creditori tra i quali Credit Suisse (-5,4%), Hsbc (-5%), Barclays (-8%), Lloyds Banking Group (-5,75%) e Rbs (-7,75%). "La nostra esposizione è immateriale" commenta un portavoce dell'istituto svizzero a Bloomberg mentre nessun commento arriva dalla banca scozzese e da Barclays.

A Milano si guarda ai grandi gruppi, che non quantificano l'esposizione ma cominciano a fare i conti. Nell'incertezza Unicredit ha lasciato il 4,85% e Intesa Sanpaolo il 4,10 per cento. È stata una seduta in generale pesante in un mercato che, dopo i decisi rialzi delle scorse settimane, cercava un occasione per prese di profitto.

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