Durban II. Trovato accordo sul nuovo testo da presentare

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Durban II. Trovato accordo sul nuovo testo da presentare

16 Marzo 2009

 

Questa mattina il ministro degli Esteri Franco Frattini, giunto a Bruxelles per partecipare al Consiglio Esteri con i suoi omologhi dell’Ue aveva dichiarato: "Sarà difficile" costruire una posizione comune dell’Ue per la conferenza Onu sul razzismo che si terrà ad aprile a Ginevra ("Durban II"). Roma ha ritirato la sua delegazione dai lavori preparatori di "Durban II", come gli Usa, in protesta per una bozza di testo molto dura nei confronti di Israele, e chiede un cambiamento profondo del testo.  

Ha aggiunto il ministro:"Spero che la posizione europea sia quella che l’Italia auspica e cioè cambiare radicalmente il testo senza continuare a negoziare su quel documento, averne uno molto ristretto, 15-16 paragrafi. Se questo sarà,come qualcuno dei colleghi mi ha detto, ma in questi casi spesso si fa a livello di ‘confessionale’. Spero che oggi si esca allo scoperto".  

I ministri degli Esteri dei Ventisette si sono accordati su un testo olandese per la conferenza Onu sul razzismo alternativo a quello contestato al momento sul tavolo. Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini, a Bruxelles per il consiglio affari generali e relazioni esterne. Secondo il ministro vi è stata una "lunga discussione", e alla fine "tutti si sono trovati d’accordo per presentare un testo radicalmente nuovo, e alla fine hanno optato per quello proposto dall’Olanda". Si tratta, ha detto ancora il titolare della Farnesina di un "testo breve, non oltre i 20-25 paragrafi, un decimo di quello attuale, e rispettoso delle finalità generali" della conferenza. Un documento, ha spiegato ancora, "che non menziona temi offensivi e controversi come approcci antisemiti o limitativi della libertà di espressione".  

Il ministro ha sottolineato che alcuni Paesi, oltre l’Italia, come la Danimarca, l’Olanda, l’Estonia, la Polonia, la Germania hanno detto che se non passerà il nuovo testo come base negoziale "si ritireranno prima della conferanza di Ginevra. Per loro è questa la red line europea". Altri invece, ha riferito ancora, "hanno detto di non sapere se abbandoneranno la conferenza o se invece diranno di no". Certo è, ha sottolineato ancora il capo della diplomazia italiana, "nessuno ha detto di sì al testo attualmente sul tavolo".