E’ esplosa la bolla speculativa della sinistra
18 Aprile 2008
di Redazione
Dopo quasi una settimana dal voto del 13 e 14 aprile la cosa
che più sorprende è la sorpresa. A parte forse Silvio Berlusconi e pochi
altri, anche tra le prime file di Pd e Pdl, tra i commentatori e in genere tra
chi segue la politica, ancora non ci si capacita per l’ampiezza della vittoria
berlusconiana alle urne.
La cosa davvero strana è che, al contrario, i primi exit
poll – quelli che prevedevano il quasi pareggio Pd-Pdl – erano accolti, magari
con rassegnazione ma non certo con stupore nel centro-destra e come una
conferma nel centro-sinistra.
Il fatto è che per settimane i principali giornali e quasi tutte
le televisioni ci hanno come ipnotizzato con una sorta di mantra elettorale: la
rimonta di Veltroni, i sondaggi ormai testa a testa, la stanchezza di
Berlusconi, l’Italia che vuole facce nuove, l’Europa che non si fida della
destra, il miracolo possibile dei buoni dei belli e dei bravi imbarcati sul
pullman veltroniano.
Era tutto falso. Era un gigantesco wishful thinking spacciato per analisi obiettiva dei fatti. Una
bolla speculativa di attese e speranze che i media hanno fatto gonfiare a
dismisura fino ad accecarci tutti quanti.
Il motivo è semplice, nel giornalismo si condensa ancora una
percentuale altissima di uomini e donne di sinistra: da quelli “inconsapevoli”
ma di sinistra solo perché si considerano “perbene”, fino ai molti reduci del ’68
che hanno trovato nella comunicazione il surrogato ben retribuito della
rivoluzione.
Parlando tra di loro, nei loro salotti, nei loro ristoranti,
nelle case al mare e in collina, si convincono che il mondo è tutto come ciò
che vedono. Per questo nessuno poteva immaginare la scomparsa di Bertinotti e
degli altri: ma come è possibile, a Capalbio o a Cetona lo votano in tanti….??
Ma come, ieri dalla principessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare erano tutti per
lui…???
Volevano tutti il pareggio (fino alla vittoria della
sinistra anche il pensiero desiderante più ardito non sapeva spingersi) e così
c’hanno investito idee e talenti, l’hanno coccolato, raccontato, spiegato fino all’esaurimento.
Poi il 13 e 14 aprile la bolla speculativa è esplosa e chi
credeva di avere in mano voti, crediti e fiducia, si è trovato con una manciata
di junk bond.
