E’ morto Enzo Biagi, è stato lucido fino alla fine
06 Novembre 2007
di Redazione
Enzo Biagi è morto. Era nato a Lizzano in Belvedere, un paese dell’Appennino tosco-emiliano in provincia di Bologna, il 9 agosto del 1920.
Biagi è morto alla clinica Capitanio, a 87 anni, attorniato dai suoi familiari, che lo hanno assistito in questi ultimi, drammatici dieci giorni. Biagi è stato lucido fino alla fine, come hanno testimoniato i colleghi e gli amici che, in quest’ultima settima, sono andati a trovarlo. Ha lottato “come un leone”, non ha subito passivamente l’aggressione della malattia anche se forse era il primo a rendersi conto che la fine era imminente.
“Il solito Biagi che tutti conosciamo” è stato il commento di chi era andato a visitarlo. Ma che la battaglia fosse persa lo avevano sostanzialmente ammesso le stesse figlie, Bice e Carla, che in questi giorni non hanno mai rifiutato il contatto con la stampa, un mondo nel quale la famiglia Biagi ha una tradizione ben radicata.
Figlio di una famiglia non abbiente, Biagi inizia la carriera giornalistica appena diciottenne al Resto del Carlino, senza per questo interrompere gli studi.
A 21 anni diventa professionista, poi viene richiamato alle armi e l’8 settembre 1943, per non aderire alla Repubblica di Salò, si unisce ai gruppi partigiani.
Il 21 aprile del ’45 entra a Bologna con le truppe alleate e annuncia dai microfoni della Pwb la fine della guerra. Nel 1952 viene chiamato al settimanale «Epoca», di cui diventa direttore e in questi anni inizia la sua collaborazione con la Rai.
Nel 1961 va a dirigere il Tg e l’anno seguente fonda il primo rotocalco televisivo. Lasciata la direzione del Tg passa a La Stampa come inviato dove rimarrà una decina di anni, poi in seguito la sua firma comparirà tra l’altro su La Repubblica, Il Corriere della sera e Panorama. Ma non abbandona la Rai a cui collabora dando vita a numerose trasmissioni – Dicono di lei, Proibito, Film dossier, Linea diretta, Spot, Il caso, per citarne solo alcune – in cui è soprattutto stato a colloquio con grandi personaggi del secolo.
Dal 1991 dà vita ad un programma ogni anno: il suo lavoro per la radiotelevisione pubblica si conclude il 31 maggio del 2002 con l’ultima puntata del programma “Il Fatto”, appuntamento quotidiano di grande ascolto in onda per oltre 700 puntate dal 1995. La trasmissione chiude dopo le polemiche legate alle accuse di faziosità che gli vengono rivolte dal presidente del consiglio Silvio Berlusconi per l’intervista a Roberto Benigni.
Sino a quest’anno le sue apparizioni televisive sono state soltanto due su Raitre, come ospite a “Che tempo che fa” da Fabio Fazio e a “Primo piano”. Quindi torna per l’ultima volta a avere una trasmissione in Rai nel 2007, che emblematicamente ha il titolo della sua prima: Rt-Rotocalco televisivo.
