E’ tempo di bilanci: Pdl e Pd riflettono, Lega e Idv pronti a far pesare la vittoria
07 Giugno 2009
Facce tirate a via dell’Umiltà. Volti più scuri a Largo del Nazareno. Al Nord, dalle parti di via Bellerio, clima disteso ed entusiasmo. Come nella terrazza romana di un hotel di via Veneto dove Di Pietro ha trasferito il quartier generale dell’Idv.
E’ l’istant book della lunga notte elettorale man mano che affluiscono i dati delle elezioni europee. Le proiezioni consegnano una performance di gran lunga al di sotto delle aspettative per i due maggiori partiti, entrambi alle prese con un travaso di voti: nel caso del Pdl attestato attorno al 35 per cento a favore della Lega Nord che sfiora il tetto del 10% (9,2% il dato delle ultime proiezioni), mentre il Pd ha subito una emorragia di voti a vantaggio del partito dell’ex pm di Mani Pulite. Cresce anche l’Udc che ottiene un 6,5% dei consensi, mentre le forze politiche della sinistra estrema e i Radicali, per ora, non raggiungono la fatidica soglia del 4%.
In questa tornata elettorale un ruolo strategico l’ha giocato il forte astensionismo (ha votato il 66,5% degli aventi diritto contro il 73,7 delle europee 2004, ma il trend è peggiore negli altri paesi europei) che, come sempre accade, penalizza i partiti più grandi. Solo a notte fonda i big dei partiti si concedono analisi più complete sul voto, pur mantenendo sempre un margine di cautela che va di pari passo con gli aggiornamenti in tempo reale dei dati che affluiscono al Viminale.
PDL – Sorpreso e deluso. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha seguito il voto nella sua residenza di Arcore, senza nascondere il suo stato d’animo. A questo risultato ha contribuito “la forsennata campagna contro di me che ha portato i suoi effetti”, è stato il suo commento con gli uomini a lui più vicini. Una delusione compensata dalla considerazione che tra i partiti al governo in Europa, il centrodestra italiano è tuttavia tra quelli che hanno tenuto meglio. Berlusconi è rimasto veramente sorpreso dalla così alta percentuale di astensionismo e si è detto certo che una affluenza alle urne vicina all’80%, come quella che si era registrata un anno fa nel voto politico del 2008, gli avrebbe fatto superare il tetto del 40% che in campagna elettorale aveva più volte evocato come traguardo a portata di mano. La delusione del premier, del resto, è la stessa che si legge nei volti di più di un esponente del Pdl, a via dell’Umiltà.
Anche se, in diverse trasmissioni tv, i big del partito hanno spiegato che, invece, la maggioranza – compresa la Lega – è cresciuta rispetto alle ultime europee e ha registrato solo una lieve flessione rispetto alle politiche. E’ vero che si sale rispetto al 32,5% dato alle europee del 2004 dalla somma dei voti di Fi e An e che si cala di poco rispetto al 37,5% delle ultime politiche, ma nessuno riesce a dissimulare più di tanto la delusione per quello che doveva essere il primo banco di prova elettorale del nuovo partito del centrodestra, a tre mesi dal congresso fondativo. “E’ evidente che su di noi pesa l’astensionismo, soprattutto al Sud – afferma il capogruppo dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto – ma si dimostra che l’area di governo si consolida, con l’avanzamento dell’alleato della Lega, mentre e’ il Pd a crollare, perdendo 6-7 punti percentuali e venendo cannibalizzato dall’IdV. L’offensiva delle sinistre si e’ rivelata un boomerang”. Mentre la lunga notte elettorale avanza, cala la speranza di correggere verso l’alto il risultato, cosi’ come cresce la certezza che presto verrà a batter cassa l’alleato leghista, svettato nelle proiezioni al 9,6%.
”La somma dei voti di Pdl e Lega dimostra che la coalizione di governo è ampliamente maggioritaria – osserva il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi – Il dato preoccupante e’ invece che il Pd recupera consensi solo attaccando il presidente del Consiglio e cavalcando l’antiberlusconismo”. Il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri punta l’indice sulla ”catastrofe totale del centrosinistra” di fronte alla quale chiede ”che qualcuno lasci il suo incarico questa sera”. Per il coordinatore nazionale Denis Verdini l’astensionismo al Sud "potrebbe averci punito. Nelle isole ha votato solo il 47%…". L’esponente azzurro parla anche della Lega: "l’avanzata del Carroccio non è così eclatante" e ribadisce: “Bisogna aspettare i dati definitivi”.
“Questo risultato rafforza il governo, perchè aumenta la distanza tra noi e il maggior partito d’opposizione, il Pd”, commenta Ignazio La Russa, ospite di ‘Porta a porta’ che replica a chi parla di contraddizioni nella maggioranza, che saranno acuite dall’andamento positivo della Lega.
”Non bisogna confondere i desideri con la realta’, la Lega -ricorda il ministro della Difesa e coordinatore nazionale del Popolo della Libertà – è già in un gruppo diverso in Europa, non cambia niente. Mi auguro di avere sempre queste contraddizioni: con tutto quello che abbiamo fatto in questo anno è difficile immaginare di fare di meglio”. Pone l’accento sull’astenismo che, tradizionalmente, penalizza i grandi partiti Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori del Pdl secondo il quale ”il voto al Pdl e’ al di sotto delle aspettative. Altro dato da considerare, riguarda la distribuzione geografica; ha influito il voto in Sicilia dove il governatore ha aperto una crisi nel corso della campagna elettorale e questa cosa non è stata ben vista dagli elettori che non hanno votato”.
Quanto al caso Noemi “non ha influenzato la campagna elettorale ma sono stati inseriti degli elementi, nel corso della campagna, che non hanno nulla a che vedere con la politica e che hanno portato le considerazioni sul governo e sull’Europa in secondo piano”, sottolinea Quagliariello che aggiunge: “Questo risultato rafforza il governo, perché aumenta la distanza tra noi e il maggior partito d’opposizione, il Pd”.
LEGA NORD – Nel quartie generale del Carroccio il capogruppo alla Camera Roberto Cota spiega che i dati che stanno emergendo “sono positivi e questo è anche confermato dalle informazioni che ci stanno dando i nostri militanti dai seggi. C’e’ una crescita del nostro movimento". Per l’esponente leghista "questo risultato ci permette di andare in Europa e combattere per cambiare le istituzioni lottando contro l’ingresso della Turchia nella Ue e lottando per un maggiore controllo dell’immigrazione clandestina". Secondo il segretario della Lega lombarda Giancarlo Giorgetti "i nostri rappresentanti di lista confermano un trend positivo". Per Giorgetti poi "in Veneto nella maggior parte dei posti la Lega è davanti al Pdl".
PD – Nei ranghi del Pd si preferisce guardare in casa Pdl. "Noi teniamo larghissimamente, il Pdl non sfonda. Se i dati resteranno questi e’ evidente la sconfitta del Pdl", spiega Franco Marini commentando i dati nella sede del Pd. L’ex presidente del Senato sostiene poi che quello del Pdl "e’ un arretramento. L’attesa di uno sfondamento del 40% non c’e’ stato e il Pd resta l’alternativa al centrodestra. Eravamo un partito sotto assedio, quanti erano convinti che il centrodestra avrebbe sfondato, ma fino a questo momento i dati dimostrano che gli elettori hanno dato un giudizio diverso. Noi siamo fiduciosi che possiamo riprendere il cammino avendo superato questo assedio non solo dagli avversari ma anche da qualche alleato. Adesso dobbiamo pensare a rafforzare il Pd, lavorare con serieta’. Dobbiamo costruire le risposte ai problemi del Paese. Sono certo che il morale dei nostri militanti da ora in poi sarà diverso”.
Piero Fassino annuncia l’interesse dei democratici a “una convergenza con Udc e Idv per una solida opposizione, e man mano vogliamo lavorare per trasformarla in un’alleanza per il governo del paese. La sinistra radicale ha pagato la scelta di dividersi confermando il calo del 2008, ma lavoreremo per coinvolgere anche loro in uno schieramento di opposizione al centrodestra". L’ex segretario democrat aggiunge che il “Pd ha ottenuto un risultato dignitoso, nello scenario europeo ci collochiamo tra i primi tre partiti progressisti. Il centro destra perde tre punti rispetto a un anno fa, una significativa battuta d’arresto".
IDV – Toni trionfanti per Antonio Di Pietro che avverte l’alleato Pd: “L’Italia dei Valori da domani non è più opposizione, ma alternativa al governo Berlusconi. Noi, infatti, proponiamo un modello di governo diverso dal suo, più attento ai lavoratori e alle persone che hanno bisogno”. Dopo aver letto i dati elettorali del 39% delle sezioni, Di Pietro si concede a fotografi e telecamere per un commento. Continua a mostrarsi cauto, ma intanto, la sua analisi à già proiettata verso il domani, soprattutto, quando gli viene chiesto se cambiera’ il suo rapporto con l’alleato Pd: ”Io non ho posto l’aut-aut a nessuno. Ne’ intendo farlo. Finora l’aut-aut l’ha dato solo Casini al Pd. Ma e’ chiaro che ora i Democratici dovranno scegliere da che parte stare e con chi stare”. E aggiunge che l’Idv ”non può limitarsi ad aspettare quello che vuole fare il Pd. Nè intende scavalcarlo”, ma e’ chiaro che il partito guidato da Dario Franceschini dovrà fare una scelta di campo ben precisa.
UDC – Nei ranghi dell’Udc il leader Pierferdinando Casini osserva che si tratta di un risultato tanto più "soddisfacente" perchè la campagna elettorale e’ stata fatta "senza potere locale, senza potere nazionale e in una condizione in cui il partito si trova fuori dai due blocchi". Il presidente dei deputati dell’Udc evidenzia inoltre che i dati finora disponibili mostrano che c’e’ "un 15% di elettori che non ha rappresentanza. ”Il Pd e il Pdl – fa notare- hanno il 60% e quindi non e’ il caso di continuare a parlare di bipartitismo. Il Pdl paga -prosegue i Casini- la scelta di avere individuato nella Lega un alleato privilegiato ed esclusivo. Noi abbiamo parlato di problemi reali degli italiani con serietà, costanza e in modo silenzioso. Non abbiamo parlato di veline, di gossip o di problemi giudiziari di Berlusconi ma abbiamo parlato dei problemi degli italiani". E il parlamentare centrista Luca Volontè si dice convinto che il partito “migliorerà il risultato ottenute nelle elezioni politiche”.
