Ecomostro di Como. Il sindaco Bruni: “Il muro verrà abbattuto”

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Ecomostro di Como. Il sindaco Bruni: “Il muro verrà abbattuto”

28 Settembre 2009

Il muro che oscura la vista del lago di Como, tanto contestato da avere provocato una sollevazione popolare, sarà abbattuto. Lo ha annunciato il sindaco di Como Stefano Bruni. "Il muro era previsto dal progetto delle paratie del lungolago, ma non ci sarà più" sostiene Bruni in una dichiarazione rilasciata nel pomeriggio alla stampa.

"Nei prossimi giorni – ha proseguito il sindaco – saremo in grado di fornire i dettagli tecnici ma il muro verrà abbattuto. Dovrà essere sostenuto un certo costo, tuttavia la Regione è con noi. Ho parlato questa mattina con Roberto Formigoni e il presidente sostiene questa ipotesi; è questa la priorità".

Bruni aveva già annunciato la scorsa settimana in consiglio comunale che il muro in cemento sarebbe stato ridotto, poi però aveva escluso una ridiscussione del progetto. Oggi la svolta, dopo il colloquio con il presidente della Regione, che partecipa finanziariamente al progetto di costruzione delle paratie antiesondazione.

Sembrerebbe chiudersi, così, la diatriba che ha visto l’intera città sollevarsi contro il primo cittadino del capoluogo lariano per difendere il lungolago, dove da due anni è in costruzione un sistema di paratie mobili anti-esondazione. Il sistema anti-esondazione, del costo di 15 milioni di euro, è finanziato dalla Legge Valtel­lina perché rientra tra le opere giudicate necessarie dopo l’al­luvione del 1987. Il pm Simone Pizzotti nei giorni scorsi aveva aperto un fascicolo contro ignoti e disposto l’acquisizione della documentazione relativa al progetto, per accertare eventuali violazioni alle norme edilizie.

Il "muro dello scandalo", che domenica ha visto scendere in piazza esponenti politici e comaschi senza bandiera, doveva essere alto 25 centimetri e degradare poi nell’acqua. La barriera di cemento che ha rischiato di mandare a casa la giunta di centrodestra era una varian­te al progetto originale, com­piuta in corso d’opera e priva di apparenti giustificazioni.

Il sindaco Bruni, Pdl, ha visto prima mon­tare l’ira dei comaschi con cen­tinaia di email inviate ai gior­nali locali, poi la manifestazione di piazza per chiederne l’abbattimento e infine l’affondo della Lega nord e di qualche esponente della maggioranza, schierati ufficialmente contro il progetto. Di fronte alla sollevazione popolare, Bruni si è dovuto arrendere: "Niente muro".