Economia: pil fermo, solo +0,3% nel 2008-09

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Economia: pil fermo, solo +0,3% nel 2008-09

Economia: pil fermo, solo +0,3% nel 2008-09

09 Aprile 2008

L’economia italiana nel biennio 2008-2009
sarà prossima alla stagnazione.

Con un prodotto interno lordo che
aumenterà in entrambi gli anni di appena lo 0,3%. E con
limitatissimi margini di manovra sul versante della finanza
pubblica a causa dell’alto debito pubblico e di piani di
risanamento finanziario “insufficienti” per la loro sostenibilità
a medio lungo termine. Sono fosche le previsioni stilate dagli
economisti del Fondo monetario internazionale nell’ultimo World
Economic Outlook presentato oggi a Washington. Il peggioramento
dello scenario finanziario internazionale, innescato dalla crisi
dei mutui subprime non ha infatti risparmiato l’Italia.

Ma lo scenario del Bel paese presenta anche maggiori
criticità. Non solo perchè tra i grandi stati di Eurolandia la
revisione delle stime di crescita 2008 dell’Italia (-0,5 rispetto
alle stime di gennaio) è decisamente superiore a quella
effettuata per Francia e Germania ( in entrambi i casi-0,1%
all’1,4%) e inferiore alla sola Spagna (-0,6 all’1,8%), ma anche
perchè per il biennio in questione la crescita italiana avanzerà
a un ritmo molto inferiore rispetto a quello di tutta la zona
della moneta unica (+1,4% la crescita prevista per quest’anno,
+1,2% quella per il prossimo).

La brusca frenata dell’economia italiana avrà diretti
riflessi sulla finanza pubblica. Gli economisti di Washington,
che danno atto dell'”ampia correzione” dei conti pubblici, oltre
un punto di Pil, attuata dal Governo Prodi nel 2007 prevedono
che il rapporto deficit/Pil, che lo scorso anno era stato quasi
dimezzato calando dal 3,4% all’1,9%, tornerà a risalire al 2,5%
sia quest’anno sia nel 2009. Con il debito pubblico, che nel 2007
era tornato a scendere in proporzione al Pil (al 104%), che per
i prossimi anni resterà inchiodato ancora al di sopra della
soglia-simbolica del 100% (rispettivamente al 103,6% e al 104%).

Una situazione difficile nella quale l’Italia non potrà
lasciare aumentare molto il suo deficit per la sua pesante
situazione di finanza pubblica. Le indicazioni del Fmi, al
riguardo sono esplicite. Se nell’area euro, gli stabilizzatori
automatici, vale a dire i meccanismi di riequilibrio
dell’economia che nelle fasi di rallentamento della crescita
vedono un ‘salutare’ aumento dei deficit, dovrebbero essere
lasciati agire, in Italia la prescrizione è diversa. “In Italia e
in Francia” e in Grecia, si legge nell’Outlook, “la capacità di
lasciare gli stabilizzatori automatici agire pienamente potrebbe
essere limitata dagli alti livelli di debito pubblico e dagli
attuali piani di risanamento che sono insufficienti per una
sostenibilità a medio lungo termine”. Insomma, secondo il Fondo
Monetario “a meno che questi Paesi si trovino dinanzi a una
recessione, gli stabilizzatori dovrebbero essere lasciati agire
solo nella misura in cui i sottostanti deficit siano ridotti di
mezzo punto mercentuale all’anno, il linea con gli impegni
assunti con la versione rivista del Patto di stabilità e di
crescita”.

Sul versante dell’inflazione le previsioni dell’Outlook per
l’Italia contemplano un livello, 2,5% quest’anno e 1,9% il
prossimo, leggermente inferiore a quello della zona euro
(rispettivamente 2,8% e 1,9%) almeno per il 2008. Continua a
migliorare, inoltre, la dinamica del tasso di disoccupazione, che
proseguirà il suo calo per toccare il 5,9% della forza lavoro
quest’anno e il 5,8% il prossimo, con un risultato decisamente
migliore rispetto alla zona euro, stimata rispettivamente al
7,3% e al 7,4%.