Edilizia. Berlusconi annuncia: “Così la liberalizzeremo”
07 Marzo 2009
di Redazione
"Quando l’edilizia va, tutto il resto va di conseguenza". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi durante la conferenza stampa del Consiglio dei ministri annunciando "un’importantissima iniziativa sull’edilizia" che con "ogni probabilità" sarà varata dal prossimo Consiglio dei ministri.
L’idea principale che il primo ministro ha in mente è quella di eliminare la licenza edilizia e sostituirla con una perizia giurata di un tecnico. Un’iniziativa che "sarebbe uno shock per l’economia, un colpo al cuore della burocrazia inutile e un volano enorme per l’edilizia e le attività collegate".
Il piano si dividerebbe in due fasi. La prima: una bozza di progetto di legge da smistare e far approvare a tutte le Regioni del centrodestra, in testa Veneto, Lombardia e Sicilia, per consentire di aumentare la cubatura delle abitazioni esistenti. La seconda: un provvedimento di cornice giuridica, da varare in Consiglio dei ministri, che lo accompagni e riformuli buona parte della normativa nazionale in materia, snellendo le procedure e modificando il rapporto fra imprese, cittadini e pubblica amministrazione in tema di costruzioni.
Per il Cav. si tratta di un progetto "importantissimo" che sta gestendo con i suoi più stretti collaboratori. Nelle ultime settimane ha coinvolto nel progetto i ministri Tremonti, Sacconi, Matteoli, Fitto e Alfano. L’intenzione è qudare "una scossa all’economia che ricordi quella del Dopoguerra e consenta il rinnovamento edilizio del Paese". Anche a rischio, dice in privato, di "subire l’accusa di essere un cementificatore".
La normativa verra smistata alle Regioni perché la competenza normativa in materia è regionale. E a Palazzo Grazioli assicurano: "Cominceranno le Regioni del centrodestra, siamo sicuri che anche quelle amministrate dal Pd ci verranno dietro". Ma non solo perché alle norme regionali si affiancherà anche una nuova legge nazionale, con un sistema di sanzioni rivisto, un rapporto diverso fra privati e pubblica amministrazione, di "concertazione preventiva", su ogni procedura di natura edilizia e infine quello che appare come l’atto più forte: una certificazione di conformità, da rendere con perizia giurata, da parte di un tecnico.
In altre parole, l’architetto o l’ingegnere, su incarico del privato e assumendosi le responsabilità (anche penali) della dichiarazione, si sostituirà agli attuali uffici comunali di edilizia. Una norma quindi che, in primo luogo ridurrà i tempi per avviare le costruzioni e che incrementerà la responsabilità del singolo privato.
Ecco gli altri punti salienti: possibilità di aumentare del 20%, sia nel caso di edilizia residenziale che commerciale, la cubatura degli immobili esistenti; del 30% nel caso di abbattimento e ricostruzione di edifici obsoleti; del 35% nel caso il nuovo edificio sia ricostruito con le regole della bioedilizia e del risparmio energetico. Allo studio ci sono anche nuovi sgravi fiscali. Aggiungono a scanso di equivoci i suoi collaboratori: "Ovviamente parliamo solo di immobili in regola con le norme edilizie, con i vincoli paesaggistici ed ambientali".
