Egitto. Da ministri degli esteri Ue sostegno alla transizione

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Egitto. Da ministri degli esteri Ue sostegno alla transizione

31 Gennaio 2011

Sostegno pieno al processo di transizione democratica, senza però interferire sulle scelte del popolo egiziano che dovranno compiersi attraverso libere elezioni: è questa la posizione che sta emergendo tra i ministri degli esteri della Ue, che si riuniscono oggi pomeriggio a Bruxelles per discutere anche della crisi egiziana.

"Non possiamo essere noi a dettare la via al popolo egiziano", ha dichiarato il ministro degli esteri Franco Frattini, al suo arrivo alla sede del Consiglio. "Come quasi sempre accade, la Ue e l’Italia hanno una visione convergente con gli Usa: anche noi vogliamo una transizione ordinata verso la democrazia, non vogliamo essere noi a scegliere chi deve restare o chi se ne deve andare: saranno gli egiziani a farlo, ma al tempo stesso – ha precisato Frattini – non vogliamo una soluzione che porti l’islamismo radicale al potere: d’altra parte questa non sarebbe democrazia".

Nessun diktat quindi neppure sul presidente Hosni Mubarak, di cui i manifestanti chiedono le dimissioni immediate. "Fase di transizione vuol dire quello che gli egiziani decideranno alle prossime elezioni", ha ribadito il capo della diplomazia italiana. "Per ora, c’è una fase di profonda modifica del governo egiziano: questo è un passo a cui dovranno essere accompagnate riforme radicali importanti verso il riconoscimento dei diritti civili". Per il titolare della Farnesina, la Ue dovrebbe decidere l’invio in Egitto di una propria missione, ma "per incoraggiare, non per dettare legge", ha chiarito.

Sulla linea di Frattini, anche altri ministri degli esteri europei. "Non possiamo esportare la rivoluzione da Bruxelles o dal Lussemburgo", ha detto il ministro degli esteri lussemburghese Jean Asselborn. "Il popolo deve decidere il suo governo attraverso libere e giuste elezioni". Su Mubarak, "la Ue – ha aggiunto Asselborn – non ha dichiarazioni da fare: spetta al popolo egiziano farle". "Penso d’altra parte che il popolo egiziano abbia già espresso la propria opinione e tutti hanno capito", ha rilevato. Marcos Kapriano, ministro degli esteri di Cipro, si è detto fiducioso che il presidente egiziano Mubarak "sarà capace di fare le riforme richieste dal popolo".

"Noi dobbiamo sostenere questo processo democratico e lasciare agli egiziani la scelta: non possiamo decidere noi, non è il nostro ruolo", ha sottolineato. Il ministro degli esteri svedese Carl Bildt ha messo in evidenza che la Ue si trova ad affrontare sfide su vari fronti: da Minsk, a Tirana, dal Cairo a Tunisi. "L’Unione europea è l’attore che può avere le possibilità per portare lo stato di diritto e la stabilità in queste aree, nessun altro può farlo", ha detto Bildt.