Egitto. Manifestanti anti-Mubarak tornano in piazza al Cairo

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Egitto. Manifestanti anti-Mubarak tornano in piazza al Cairo

30 Gennaio 2011

È iniziata da pochi minuti la manifestazione di protesta a piazza Tahrir, nel centro del Cairo, per chiedere le dimissioni del presidente egiziano, Hosni Mubarak. Secondo quanto riferisce l’inviato della tv satellitare al-Arabiya al momento ci sono solo alcune centinaia di persone ma nelle prossime ore è pervisto l’arrivo di altri manifestanti e la protesta porebbe montare col passare del tempo, come è avvenuto ieri.

Sono 450 le persone arrestate nella notte dall’esercito egiziano in diverse aree del paese, colte a compiere furti e razzie. La tv di stato egiziana ha mostrato alcune di queste persone fermate, in particolare nella periferia del Cairo e di Suez, accusate di aver violato il coprifuoco e rubato auto e beni dalle case private. In molti sono stati trovati in possesso di coltelli e spade usati per rapinare i passanti e compiere assalti nelle case. Nella località Al Qantara, 5 km a est di Suez, un numero imprecisato di saccheggiatori ha preso d’assalto il museo archeologico locale, il maggiore di tutto la penisola del Sinai. Il museo contiene circa 3.000 pezzi, in parte trafugati e in parte danneggiati. La polizia è assente dalla città.

Migliaia di detenuti sono evasi da un carcere in rivolta a nord del Cairo. Il carcere da cui è avvenuta l’evasione di massa è quello di Wadi Natrun, ha precisato la fonte dei servizi di sicurezza nel 6° giorno della rivolta contro il regime del presidente Hosni Mubarak. Già ieri, fra l’altro, un numero imprecisato di detenuti era evaso del carcere di Khalifa, nei pressi della cittadella del Cairo. Inoltre era stato segnalato che 8 detenuti sono rimasti uccisi, e 123 feriti, in scontri con la polizia durante un fallito tentativo di evasione dal carcere di Abu Zaabal, a nordest della capitale. Tra gli evasi, ci sono anche molti estremisti islamici in carcere da diversi anni. L’evasione di massa, viene aggiunto, è avvenuta durante la notte dopo una rivolta durante la quale i detenuti – fra cui anche criminali comuni – si sono impossessati di armi delle guardie carcerarie. Il numero degli integralisti islamici evasi viene definito "grande".

Intanto, le autorità egiziane hanno deciso di chiudere la redazione del Cairo della tv qatariota al-Jazeera, impedendo alla stessa qualsiasi collegamento dall’Egitto e ritirando gli accrediti stampa. Secondo quanto riferisce il canale, l’ordine sarebbe partito dal ministro dell’Informazione del governo egiziano dimissionario, Anas Faqi, non essendo stato ancora rimpiazziato dal presidente Hosni Mubarak. La tv araba aveva telecamere puntate su piazza Tahrir e sul vicino ponte 6 ottobre ma al momento non trasmette più in diretta dal Cairo. Per vari minuti la maggiore emittente televisiva del Qatar, che in arabo ha contribuito a far seguire in diretta in tutto il mondo la rivolta in Egitto, ha trasmesso pubblicità e parte di un documentario.

"È in virtù del suo legame speciale con l’Egitto che l’Italia esprime il suo vivo auspicio che il presidente Mubarak ed il nuovo governo egiziano realizzino con la massima rapidità ed efficacia le riforme promesse in campo politico, economico e sociale, volte a soddisfare le legittime aspirazioni del popolo egiziano": lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Franco Frattini. "È fondamentale che vengano rispettati le libertà di espressione e comunicazione, il diritto a manifestare pacificamente. Mi auguro – conclude il ministro Frattini – che attraverso l’apertura democratica e la realizzazione delle riforme l’Egitto possa quanto prima ritrovare la necessaria stabilità".