Elezioni in Germania. Svolta a destra, la Merkel al governo con i liberali

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Elezioni in Germania. Svolta a destra, la Merkel al governo con i liberali

Elezioni in Germania. Svolta a destra, la Merkel al governo con i liberali

27 Settembre 2009

Sorriso raggiante stampato sul volto di Angela Merkel, che ha vinto le elezioni oggi in Germania e potrà rimanere cancelliera alla guida di un nuovo governo con i liberali. Musi lunghi alla Spd, che ha incassato la peggiore sconfitta della sua storia e passa dal governo all’ opposizione. Forte avanzata dei piccoli partiti che guadagnano punti e restano in parte all’opposizione, Verdi e Linke, e in parte balzano al governo, la Fdp.

Secondo i primi risultati, i socialdemocratici della Spd escono dal governo dopo 11 anni al potere, cioè dal 1998 al 2005 con il governo Schroeder (Spd) insieme ai Verdi e dal 2005 a oggi con i conservatori dell’Unione. Secondo le prime proiezioni del voto, infatti, l’Unione della Merkel e i liberali di Guido Westerwelle avrebbero ottenuto il 48,1% e 320 seggi sul totale di 616. Socialdemocratici, Linke e Verdi insieme avrebbero invece il 46,4% e 296 seggi. Le legislative di oggi, sempre secondo le prime proiezioni, hanno visto in particolare un lieve calo del patito della Merkel al 33,5% rispetto al 35,2% del 2005 e un crollo della Spd al 23,3% (contro il 34,2% del 2005), il peggior risultato dal 1949. Guadagnano terreno liberali, sinistra (Die Linke) e Verdi. In particolare, i liberali della Fdp sono passati dal 9,8% del 2005 al 14,6% odierno, la Linke di Oskar Lafontaine è salita al 12,9% rispetto all’8,7% delle elezioni precedenti e i Verdi hanno messo a segno il 10,2%, in linea con le previsioni della vigilia e in aumento rispetto all’8,1% del 2005.

Dopo quattro anni da cancelliera, la Merkel è riuscita quindi a consegnare al partito, l’Unione cristiano democratica Cdu-Csu, quella vittoria che aveva mancato nel 2005: una coalizione nero-gialla con i liberali e il merito è tutto suo: la sua enorme popolarità l’ha riconfermata nell’incarico come se si fosse trattato di un’elezione diretta. "Sono felice, abbiamo raggiunto il nostro obiettivo. Ora è possibile un cambio di governo", ha detto esultante stasera sottolineado di voler "essere la cancelliera di tutti" i tedeschi.

Con espressione di gioia inconsueta finora per lei, la cancelliera si è mostrata stasera per prima al popolo Cdu nella sede Konrad Adenauer del partito a Berlino, e poi è sfilata davanti ai microfoni di tutti i network tedeschi per finire nella Berliner Runde, la tribuna politica con tutti i leader dei partiti ospitata dalla prima rete Ard e trasmessa da tutti i canali in diretta. Felice e sicura di sé la Merkel indossava la stessa giacca rosso corallo con cui era andata a votare stamane. Davanti alla sede Cdu, lunghe carovane di camion con i satelliti per la diretta televisiva.

Giubilo anche in casa Fdp: il leader Guido Westerwelle ha rimosso stasera l’ultimo ostacolo sulla strada per l’agognato traguardo: il ritorno del suo partito al governo dopo 11 anni di esilio e la sua nomina a vice cancelliere e ministro degli esteri nel prossimo governo Merkel. Il risultato della Fdp è "decisivo", "vogliamo ora governare la Germania".

Riforma fiscale, migliori chance nell’istruzione e rispetto dei diritti civici: gli obbittivi annunciati da Westerwelle. Musi lunghi invece in casa Spd, che ha incassato il peggior risultato della sua storia: lo sfidante Frank-Walter Steinmeier ha parlato di un "giorno amaro per la socialdemocrazia". Da vice cancelliere e ministro degli esteri Steinmeier andrà ora a guidare l’opposizione Spd al Bundestag. La parola "dimissioni", pronosticate da molti commentatori, non è invece arrivata: "Ho guidato volentieri il partito nella campagna, io non fuggo dalle mie responsabilità, la mia missione non è ancora finita", ha detto. Al suo posto resta anche per il leader Spd Franz Muentefering, pure candidato gettonato per le dimissioni: a metà novembre, ha annunciato, ci sarà un congresso della Spd.

Facce sorridenti anche fra i Verdi e nella Linke, la sinistra radicale di post-comunisti e delusi Spd, che restano all’opposizione ma hanno migliorato molto il loro risultato. La "Linke si è affermata" siamo la "forza contro il sistema", "abbiamo rimescolato tutta la società ed era ora", ha detto il leader Oskar Lafontaine, ex leader dimissionario della Spd. Soddisfatto e agguerrito il leader Verde Juergen Trittin: "Andiamo all’opposizione,daremo filo da torcere a nero-giallo". Indirettamente ha dato la colpa alla Spd della vittoria nero-gialla: "Noi siamo avanzati alla grande, ma non abbbiamo potuto compensare la sconfitta disastrosa degli altri".