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Elezioni; Pd-Radicali, difficoltoso tentativo di accordo

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Giorno decisivo e in salita per la riuscita di un accordo tra Radicali e Pd. L'incontro, fissato alle 10,30, si prevede difficoltoso e infuocato.

I Radicali, da una parte, forti del sostegno ricevuto da intellettuali e 'vip' rilanceranno la loro proposta di un apparentamento "alle stesse condizioni" dell'Idv. Il Pd, dall'altra, formalizzerà un'offerta di 'ospitalità' per una pattuglia radicale (composta da 6-7 persone) nelle sue liste, il posto da ministro per la Bonino in caso di vittoria, posizioni di rilievo anche nei gruppi parlamentari, a cominciare dalla presidenza di una commissione. Ma nessuna marcia indietro, dal loft, sul no al collegamento tra liste.

Dopo il buon esito del faccia a faccia di domenica sera tra Marco Cappato e Goffredo Bettini, che per il Pd sta curando il 'dossier Radicali', la trattativa si è infatti complicata. Non aiuta certo la serenità del dialogo la denuncia di Pannella e compagnia sul "golpe mediatico" in atto, che avrebbe per protagonisti Berlusconi e lo stesso Veltroni. E non è piaciuto al 'loft' il gioco al rialzo dei Radicali, a cominciare dalla "simulazione" fatta dalla Bonino, secondo cui i Radicali otterrebbero 15 parlamentari e 5 milioni di euro se fosse loro concesso di presentare una lista collegata al Pd.

La segretaria Rita Bernardini e l'europarlamentare Cappato hanno rilanciato la loro proposta dicendosi "disponibili a considerare un apparentamento alle stesse condizioni poste all'Italia dei Valori". Ovvero, stesso gruppo parlamentare e via libera a un processo costituente dentro il Pd, che in prospettiva potrebbe portare anche allo scioglimento del partito: "in prospettiva e in presenza di regole si può fare tutto", avverte Cappato. Ma il trattamento deve essere quello riservato a Di Pietro e i Radicali non accetteranno che il criterio adottato per compiere una distinzione sia quello del maggiore bacino elettorale che l'Idv può vantare: "A noi ci è stato detto che Di Pietro veniva accettato a certe condizioni e non si faceva riferimento alla grandezza o meno di un partito", fa notare il dirigente radicale.

Per quanto le premesse non siano buone, le diplomazie dei due partiti tenteranno comunque di trovare una sintesi.

fonte: APCOM

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