Elezioni: stop ai sondaggi “pubblici”,resta incognita Senato

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Elezioni: stop ai sondaggi “pubblici”,resta incognita Senato

Elezioni: stop ai sondaggi “pubblici”,resta incognita Senato

29 Marzo 2008

L’ultimo giorno di sondaggi ‘pubblici’ fa registrare una riduzione della ‘forbice’ tra vari istituti di ricerca, anche se lo scarto tra i due schieramenti resta difficile da quantificare, dal momento che va dai 4,6 punti al Senato rilevati dalla Swg agli 8,6 punti di Euromedia.

La ‘forbice’ comunque, a parte Euromedia, si restringe e nella maggior parte dei casi è compresa tra i 5 e i 6 punti. Ma se Silvio Berlusconi preferisce dar credito a Euromedia e Walter Veltroni sottolinea invece il sondaggio Ipsos per Il Sole24Ore che attribuisce al suo partito un maggior appeal tra gli indecisi, resta ancora tutta da decifrare la situazione al Senato, dove con tutta probabilità si giocherà la partita decisiva.

Il dato nazionale, infatti, può dare un’indicazione di ciò che accadrà nelle singole regioni, ma resta il fatto che il complicato meccanismo elettorale rende molto difficile prevedere se a palazzo Madama ci sarà una maggioranza uguale a quella della Camera: l’esito del voto in Liguria, Abruzzo, Lazio, Calabria e Sardegna resta comunque incerto e, dunque, imprevedibile il risultato finale.

Berlusconi ostenta sicurezza: “I nostri sondaggi, quelli che ci ha dato ieri sera l’istituto di ricerca che pronostico il nostro risultato nel 2006, ci dà un vantaggio di 8,6 punti su Veltroni e i suoi alleati”. Non solo, il leader del Pdl non dà credito alla rilevazione Ipsos sugli indecisi, che dà a Veltroni un potenziale margine di recupero. Secondo questo sondaggio, tra gli indecisi che alla fine andranno a votare, il 48% scelgierà il Pd e solo il 23% il Pdl: “Secondo me non sono indecisi, – dice Berlusconi – vogliono solo farsi i fatti loro e quando gli chiedono per chi voti rispondono ‘sono fatti miei’. Tra loro ci sono molti italiani che accresceranno il nostro distacco con il Pd”.

Veltroni, ovviamente, legge i dati al contrario: “I sondaggi valgono quel che valgono perché il numero degli indecisi è alto ma è significativo – fa notare il candidato premier del Pd – che man mano che si riduce il numero degli indecisi aumenta il consenso per il Pd. Vuol dire che convince la nostra idea e perfino i nostri toni”. D’altro canto, tra gli istituti di ricerca c’è ancora grande incertezza su un altro punto, ovvero sui consensi che raggiungerà il partito di Veltroni.

La soglia del 35% è quella indicata ieri da Goffredo Bettini come accettabile, ma ad oggi questa è anche la percentuale più alta attribuita al Pd: Swg parla del 34,2%, Demos arriva al 34,8% e Demoskopea, Demopolis e Ipsos, appunto, al 35%. D’altro canto, Crespi dà al Pd il 32,9% e Euromedia il 32,2%.

Adm

 

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