Emergenza rifiuti: bloccata la via Appia

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Emergenza rifiuti: bloccata la via Appia

26 Gennaio 2008

Caos nel beneventano: un gruppo di manifestanti sta ostruendo anche oggi la via Appia all’altezza di Montesarchio per protestare contro la riapertura della discarica Tre Ponti.

Fortunatamente alla manifestazione, iniziata subito dopo la fine di quella di Montesarchio, non ci sono stati momenti di violenza tra le forze dell’ordine in assetto anti-sommossa e i cittadini.

Mentre il commissario per l’emergenza rifiuti in Campania, Gianni De Gennaro, è arrivato oggi nella sede provinciale di Benevento, un gruppo di sindaci che stavano prendendo parte alla protesta in corso a Montesarchio lo hanno raggiunto, insieme ad alcuni comitati civici, per ottenere un colloquio. Intanto il WWF fa sapere che si costituirà parte civile nel processo sui rifiuti che si terrà nel tribunale di Napoli. Tra gli imputati nel processo anche Antonio Bassolino, che è stato commissario straordinario per l’emergenza rifiuti dal 2000 al 2004. Per lui, come per Paolo e Piergiorgio Romiti, l’accusa – fa sapere il WWF – “i pm della Procura di Napoli ha chiesto il rinvio a giudizio per abuso in atti ufficio, recupero illegale dei rifiuti, gestione illecita degli impianti, stoccaggio illegale ed altri reati”.

Un manifesto fatto affiggere dal sindaco di Montesarchio, Antonio Izzo, in tutta la valle caudina diceva così: “La scelta scellerata, operata dal Commissario De Gennaro, organo dello Stato, di riaprire la discarica di Montesarchio, già chiusa ed in via di risanamento per accordi contrattuali assunti dallo stesso Stato e per una emergenza che perdura per precise colpe e negligenze di politici che non hanno saputo, né voluto governare con senso di responsabilità i propri territori impone a noi tutti una presa di coscienza ed uno scatto d’orgoglio in difesa del nostro comune e della nostra Valle. Non possiamo accettare, avendo già pagato il nostro pesante tributo alla causa dell’emergenza rifiuti, che una decisione dittatoriale adottata da Istituzioni che stracciano accordi scritti e che distruggono per sempre la fiducia dei cittadini e la certezza del diritto, militarizzi i nostri territori, buttando nei liquami tutto ciò che generazioni operose di imprenditori hanno creato in termini di benessere e posti di lavoro”.