Emilia Romagna, minacce a Bagnasco e Filippi (Fi)

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Emilia Romagna, minacce a Bagnasco e Filippi (Fi)

31 Agosto 2007

“Il consigliere regionale di Forza Italia Fabio Filippi si è recato ieri alla stazione carabinieri di Casina e ha presentato una denuncia contro ignoti per le scritte minatorie apparse in questi giorni lungo la strada Canossa-S. Polo e sul muro della chiesa di Grassano”. A comunicarlo è Filippi stesso in un comunicato.

 “Le scritte – si legge nella nota -, firmate ‘Antifa’ e ‘Azione diretta anticlericale’, sono di questo tenore: ‘Filippi morto’ e ‘Filippi primo della lista’. Inoltre sulla chiesa di Grassano è apparsa a caratteri cubitali la scritta ‘Filippi fascista’, associata ad un ben più inquietante ‘Bagnasco morto’, dove per Bagnasco si intende il presidente della Conferenza episcopale italiana ma soprattutto il clero. Altro particolare preoccupante, la stella a cinque punte e la sigla delle Brigate rosse apparsa vicino a ‘Filippi morto’. ‘Non ho alcun dubbio sulla matrice di queste intimidazioni – afferma Filippi, che è tuttora convalescente dopo l’aggressione subita a Rimini da parte di un rapinatore – che del resto parlano da sole. Qui voglio esprimere tutta la mia solidarietà al cardinal Bagnasco, che continua ad essere bersaglio di minacce alla sua incolumità’. Sono 11 mesi che il consigliere di Forza Italia riceve minacce per lettera, per telefono e anche verbali; le scritte murali di questi giorni appaiono come escalation di una strategia che preoccupa per la sua continuità e pesantezza”.

“E – scrive ancora nella nota – non si può non notare come queste intimidazioni facciano seguito all’impegno espresso sempre in questi mesi da Filippi per la memoria dei caduti di Cernaieto (una delle stragi peggiori commesse dai partigiani comunisti nell’immediato dopoguerra), per il caso di Ugo Pellicelli e per le aperte critiche rivolte ad Istoreco di Reggio Emilia, che si sono tradotte di recente in una interrogazione alla Giunta regionale. ‘Considero intollerabile e indegno del nostro paese il fatto che chi opera unicamente per la verità nell’interesse di tutti sia preso di mira, controllato a vista e minacciato – dice Filippi dopo la consegna della denuncia nelle mani del maresciallo Franco Soricelli, comandante della stazione Carabinieri di Casina – Io, come ho già avuto modo di precisare, non ho morti né feriti in guerra e nel dopoguerra, né a destra né a sinistra; è chiaro perciò che sono mosso solo dallo spirito di giustizia e verità. Evidentemente questo a Reggio Emilia non è ancora permesso, la mia azione dà fastidio a qualcuno e questo qualcuno tira le fila dei manovali dell’intimidazione. Per questo mi auguro – conclude – che sia possibile individuare rapidamente gli autori delle scritte che mi dichiarano morto’”.