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Eni. Scaroni: “Nessun nuovo contratto in Iran”

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“I contratti si onorano fino alla fine, però non ne facciamo e non ne faremo di nuovi”. Lo ha detto l'amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, riferendosi ai contratti dell'azienda italiana in Iran.

La posizione di Scaroni conferma le dichiarazioni rilasciate da Silvio Berlusconi durante la sua visita in Israele, quando il premier aveva sostenuto che l'Eni ha “già disdetto” la partecipazione alla terza fase di un importante progetto petrolifero in Iran.

Un’importante svolta nella politica estera italiana con la Repubblica Islamica, che segna un cambiamento di rotta rispetto all’approccio di Prodi, Dini, D'Alema e Andreotti.

La volontà del Governo italiano è quella di rimodellare i rapporti con l’Iran, nonostante l’Eni si approvvigioni di gas e petrolio iraniano da oltre 50 anni.

 

 

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  1. Embargo IRAN: l’ENI continuerà ad investire in IRAN
    Embargo IRAN: l’ENI continuerà ad investire nel paese degli ajatollah (e più di prima)

    Recenti notizie stampa davano come prossimo il ritiro dell’ENI dall’Iran, e una drastica riduzione del giro d’affari di tutte le aziende italiane nel paese dei pasdaran.

    Infatti Paolo Scaroni (AD dell’ENI) stà per partecipare ad una gara internazionale bandita dall’Iranian Offshore Oil Company (IOOC) per l’affidamento in appalto – per un periodo di tre anni – dei servizi di electrical wireline, production logging, perforation e plug setting nei giacimenti petroliferi iraniani sul Golfo Persico.

    Entro il 13 marzo 2010 l’ENI farà pervenire la propria offerta all’ente petrolifero iraniano.

    Per l’Eni non ci son problENI. Di fronte al denaro frusciante non c’è embargo che tenga. Alla faccia dell’embargo, di Berlusconi (e di Israele)

    http://piemonte.indymedia.org/article/7505

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