Home News Erba. Olindo parla di nuovo: “Siamo innocenti, non siamo dei mostri”

Erba. Olindo parla di nuovo: “Siamo innocenti, non siamo dei mostri”

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Ha parlato nuovamente, Olindo Romano, principale imputato - insieme alla moglie Rosa - della strage di Erba. "Ribadisco la nostra innocenza. Esprimo il nostro più sincero dispiacere per le persone che sono morte, per i famigliari e per le persone che gli vogliono bene". E' quanto ha detto riaffermando di non essere il colpevole del quadruplice omicidio.

Parla dell'amore per la sua donna, di una confessione fatta pur di restarle accanto, del dispiacere per le vittime e della loro sofferenza. È il volto umano di Olindo Romano, accusato insieme alla moglie Rosa Bazzi, della strage di Erba, a emergere nelle sue dichiarazioni spontanee.

"Non siamo come ci hanno descritto, siamo esseri umani". Olindo ha fornito nuove dichiarazioni spontanee, dopo averlo già fatto per ben tre volte nel corso del processo.  Ha ricordato la sera della strage, l'11 dicembre 2006, quando "la vita di tante persone è cambiata, ma anche la nostra". 

Olindo parla di una "vita di solitudine e di sofferenza. Come noi soffriamo noi comprendiamo il vostro dolore e la vostra sofferenza" dice rivolgendosi ai famigliari delle vittime presenti in Aula. "Vogliamo esprimere il nostro più sincero dolore per le persone che sono morte", aggiunge Olindo.

A questo punto, Carlo Castagna, padre, marito e nonno di tre delle vittime, interrompe urlando: "Vergogna, assassini!" verso Rosa e Olindo. I suoi due figli cercano di placare il padre. Dal presidente della corte Alessandro Bianchi arriva il monito: "Se sento volare una mosca mentre entriamo in camera di consiglio, faccio sgomberare l'aula".

Poco dopo, con il giudice a latere e i giudici popolari, il presidente della corte si ritira in camera di consiglio per la decisione finale. Nel frattempo, Olindo Romano e Rosa Bazzi, imputati per la strage di Erba, hanno datto sapere tramite uno dei loro avvocati che non saranno presenti alla lettura della decisione dei giudici della corte d'assise di Como. I due hanno lasciato il tribunale di Como per fare ritorno al carcere del Bassone.

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1 COMMENT

  1. “”Sincerità””
    Effettivamente Olindo Romano, ha ragione di non definirsi un mostro. Perchè, semlice,””E’ un carnefice””. Gli dovrebbero tagliuzzare la carne centimetro per centimetro.Mi auguro che la legge del carcere, porrà fine alla sua vita e quella di sua moglie.

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