Home News Eta. Tre bombe a Mallorca: torna la paura, ma gli italiani non rinunciano alle vacanze

Eta. Tre bombe a Mallorca: torna la paura, ma gli italiani non rinunciano alle vacanze

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Nuove bombe Eta a Mallorca, per fortuna senza vittime, ma nel paradiso turistico spagnolo cresce la paura dopo che la settimana scorsa, in un altro attentato sull'isola delle Baleari, erano stati uccisi due agenti della Guardia Civil.

Così come avvenuto in occasione dell'attentato di 10 giorni fa, neppure dopo le bombe di oggi a Mallorca i turisti italiani sembrano intenzionati ad abbandonare in anticipo l'isola delle Baleari, e tantomeno altre località della Spagna, o a rinunciare a vacanze già programmate. Ai vari tour operator, infatti, non sono giunte finora indicazioni di questo tipo. "La percezione dei turisti - spiega ad esempio Alberto Corti, direttore di Federviaggio Confturismo - è che questi attentati non siano diretti contro di loro e, probabilmente, questa è la ragione che li spinge a non modificare i loro programmi". Dopo l'attentato dello scorso 30 luglio, aggiunge Corti, "non ci sono state disdette e le prime indicazioni che abbiamo è che sarà così anche dopo i fatti di oggi".

Il gruppo armato indipendentista basco ha collocato oggi tre ordigni di debole potenza in due ristoranti e in una toilette pubblica nella Plaza de Espana a Palma, la capitale dell'isola. Le esplosioni erano state preannunciate in mattinata con una telefonata a Radio Taxi, nei Paesi Baschi.

Il centro storico di Palma era stato subito isolato da un imponente dispositivo di sicurezza e i locali erano stati evacuati. La prima bomba è esplosa alle 14:25 nel ristorante La Rigoletta - 'pizza e pasta' - nel centralissimo Paseo des Portixol, di fronte alla Playa di Can Pere Antoni, invasa da turisti e bagnanti in questa domenica di agosto.

L'ordigno, di "debolissima potenza" secondo i pompieri, era stato nascosto nel controsoffitto delle toilette per signore. Un altro piccolo ordigno è stato fatto esplodere dagli artificeri in un ristorante poco distante, Enco, nella avenida Conde de Sallent. Un terzo, secondo l'emittente Cnn+, era stato messo in un bagno pubblico di Plaza d'Espana. Ricerche sono state condotte, nell'ipotesi di altri ordigni, anche nell'Hotel Palacio Avenida e in altri locali.

Nessun danno alle persone, molto ridotti quelli alle cose. Ma l'obiettivo dell'Eta era visibilmente un altro: colpire l'industria turistica spagnola, e lanciare un duplice messaggio al governo Zapatero. Il primo obiettivo sembra raggiunto. Oggi l'allarme, l'intervento massiccio delle forze di polizia, la chiusura del centro di Palma, le migliaia di persone angosciate rimaste in attesa di notizie sulle spiagge o nelle strade oltre i cordoni di sicurezza, l'impatto che tutto ciò ha avuto nella stampa di tutto il mondo, lo confermano.

Già dopo l'attentato della settimana scorsa era arrivata una pioggia di cancellazioni di prenotazioni agli alberghi delle Baleari. Colpendo inoltre di nuovo a Mallorca, dove sono in vancanze anche i reali con re Juan Carlos e la regina Sofia, nonostante l'enorme dispositivo di sicurezza messo in piedi dopo il primo attentato - e riattivato da oggi pomeriggio - con oltre 1.600 uomini, il controllo degli accessi via aria e mare all'isola, l'Eta ha voluto dimostrare di non essere moribonda come sostiene il governo di Madrid.

Nel giro di due settimane ha anzi potuto colpire già a Mallorca il 30 luglio, uccidendo i due agenti, e il giorno precedente a Burgos, semidistruggendo una caserma della Guardia Civil (65 feriti). Proprio oggi, probabilmente non per caso, il gruppo basco ha rivendicato in un comunicato i due precedenti attentati di Palma e di Burgos, e l'uccisione in giugno dell'ispettore dell'antiterrorismo Eduardo Pelles.

L'Eta ha ribadito di ricercare una soluzione "politica e negoziata". Un messaggio rivolto al governo di Madrid, poi sottolineato con le bombe di Palma. L'Eta, secondo diversi analisti, sta cercando una nuova trattativa con Madrid, dopo quella fallita due anni fa. Ma il governo Zapatero negli ultimi mesi ha più volte seccamente escluso, quantomeno ufficialmente, un nuovo negoziato.

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