Europee. Pannella: “Italia un deserto privo di legalità”

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Europee. Pannella: “Italia un deserto privo di legalità”

23 Maggio 2009

"Faccio politica, per strappare un’oncia di democrazia dal regime e riportarla nelle mani della gente". Lo dice Marco Pannella in una intervista a l’Unità. "Sto meglio di quarant’anni fa. I dottori mi trovano più robusto. Non fossi così forte, come potrei stare sei giorni senza bere?", spiega. "Sono quarant’anni che politici e giornalisti suonano le mie campane. Per ora, ho solo accompagnato il campanaro al proprio funerale, al proprio riposo dalla vita pubblica".

Per Pannella, "il regime si sceglie i suoi avversari. Così hanno fatto per anni con Bertinotti, l’opite più gradito ai talk show di politica. Adesso hanno selezionato Di Pietro, con il suo dito puntato contro il nemico, buono per aggregare i nemici di Berlusconi. E perfetto per compattare i suoi amici, per consentirgli di conservare i voti per comandare".

Secondo il leader radicale, "la partitocrazia ha creato un deserto. La prima Repubblica ha inaridito la terra. Berlusconi ha occupato questo vuoto con la sua forza, il potere mediatico, economico. Non è un genio del male. A dire il vero non è neanche un genio. Ma non è fronteggiato da oppositori autoritari. Si sceglie lui con chi deve duellare".

L’esponente radicale Emma Bonino parla dellle condizioni di Marco Pannella, leader storico del Pr: "Pannella ha solo sospeso lo sciopero della sete, come sempre quando si riprende dopo lo sciopero della sete il quadro clinico migliora. Ma il quadro fisico è complicato e certamente sono giorni molto pesanti".

Nel frattempo aumentano i partecipanti in sciopero della fame con Pannella. "A questa mattina sono 1.621 i cittadini che partecipano al grande Satyagraha per la democrazia e lo Stato di diritto unendosi a Marco Pannella per tentare di ripristinare alcune condizioni minime di democraticità e di correttezza dell’informazione alla vigilia delle prossime elezioni europee del 6 e 7 giugno". Ad affermarlo è una nota dei radicali.

"Marco Pannella – prosegue il comunicato – che lo scorso 15 maggio era passato dallo sciopero della fame a quello della sete, portato avanti per 6 giorni e sospeso bevendo un succo di frutta alla salute di Vasco Rossi e di Marco Bellocchio ha intrapreso questa fase del Satyagraha con queste parole: ‘Senza la residua democraticità delle elezioni, s’annuncia ora il peggio contro i diritti umani e civili, per tentare di salvarli, nel quadro del Satyagraha per la libertà, la giustizia, la pace, con la forza e l’amore della verità".

"Dei 1.621 cittadini che hanno aderito con lo sciopero della fame – si conclude – sono 1.296 i detenuti che si sono uniti affinché sia anche data informazione sull’esercizio del diritto di voto per i carcerati. Di questi, 580 sono reclusi nel Carcere di Roma Rebibbia, 200 nella Casa Circondariale di Rebibbia, 516 nel carcere sardo Buon Cammino e 50 sono ex detenuti e familiari di detenuti di Napoli".