I pericoli Pd-M5S

Eutanasia, utero in affito ed adozioni gay: perché il governo giallorosso sarebbe una sciagura

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Un bel governo relativista in grado di legiferare come non mai sui “nuovi diritti”: se fossimo in un sogno angoscioso, saremmo prossimi a uno scenario postumano. Ma siamo in Italia, dove il parlamentarismo riapre circostanze che pensavamo di poter escludere di netto. Il governo gialloverde non è stato capace di (o non ha voluto) porre un freno alla slavina che potrebbe essere innescata dalla Corte Costituzionale. Quello giallorosso, che viene ventilato in queste ore, sarebbe di sicuro felice di aprire le porte a quella e ad altre depenalizzazioni in materia bioetica. Sul “fine-vita” c’è un timing fissato, che ancora scorre. Poi, se tutto dovesse andare come prospettato (e come non impedito dalle attuali forze di maggioranza), ci sarà il via libera al riempimento della vacatio legis sull’eutanasia. Davvero un bel regalo da parte di chi diceva di stare dalla parte dei cattolici! Nulla, in realtà, sarebbe perduto. Un modo per uscire da questa orrida dimensione onirica ci sarebbe: al voto sì, e subito, ma con una riedizione aggiornata di quella che fu la coalizione di centrodestra. Un argine, quindi, all’interventismo secolarizzante di chi, magari, darebbe il la anche all’utero in affitto e all’equiparazione dei “matrimoni omosessuali” con quelli contratti da persone eterosessuali.
Il Partito Democratico e il MoVimento 5 Stelle, prescindendo dagli annunci su eventuali “scopi” circoscritti, hanno sempre dialogato su questi temi: durerebbero, centrando la loro azione su questo terreno, che è in comune. Anche per questo l’ipotesi di un governo giallorosso va scongiurata. Matteo Salvini pare disposto a un’alleanza pre-elettorale: sarebbe di sicuro un modo per tranquillizzare tutti coloro che avevano visto nel Popolo della Libertà un freno al progressismo esasperato della sinistra. Mettiamolo, tutti insieme, nero su bianco prima di rivolgerci agli italiani: “No” all’eutanasia; “no” all’utero in affitto e alle prassi collegate; “no” alle adozioni per le cosiddette “coppie gay”. Ma anche abrogazione della legge sulle Dat, che costituiscono il vero passe-partout a certi sdoganamenti. Se esiste un trait d’union tra MoVimento 5 Stelle e Partito Democratico – noi lo abbiamo sempre sottolineato – è proprio questo: la messa in discussione dei “valori non negoziabili”.
È un rischio che faremmo volentieri a meno di correre. Il centrodestra deve fare quadrato. Sperando che la segreteria politica di Nicola Zingaretti non si riveli solo figurativa: se il “cattolico adulto” Matteo Renzi dovesse costringere il Belpaese a rimandare le urne, la strada per il relativismo legislativo comincerebbe ad essere battuta da grillini e piddini in simbiosi. Ne siamo sicuri. I cattolici, e le gerarchie ecclesiastiche, riflettano bene.
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