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F1. Barrichello vince a Valencia grazie ad un autogol della McLaren

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Errore clamoroso ai box McLaren al pit-stop di Lewis Hamilton, mentre era in testa alla gara. Barrichello ringrazia e si gode il trionfo nel Gp d'Europa a Valencia, il primo della stagione.

Dopo cinque anni (l'ultima volta fu con la Ferrari nel Gran Premio di Cina 2004) il pilota brasiliano della Brawn torna a vincere e si rimette in corsa per il Mondiale, a -18 punti dal leader della classifica e compagno di squadra Jenson Button, oggi solo settimo. Il campione del mondo in carica mastica amaro per il secondo trionfo consecutivo sfuggitogli perché i suoi meccanici non erano pronti al cambio gomme, mentre la Rossa può sorridere per il terzo posto conquistato da Kimi Raikkonen al termine di una ottima gara.

Punti buoni per la graduatoria costruttori in attesa del contributo del sostituto di Massa, Luca Badoer, che partito ultimo ha chiuso al diciassettesimo posto in una gara dove ha potuto testare la F60 n.3. Erano 15 anni che un italiano non guidava una monoposto di Maranello in Formula 1, l'ultimo fu Nicola Larini. Pronti via con le due McLaren subito in testa, Hamilton fa la lepre seguito dal compagno di squadra Heikki Kovalainen. Bene al semaforo verde la Ferrari di Kimi Raikkonen che riesce a guadagnare due posizioni cominciando la gara in quarta piazza dietro alla Branw Gp di Rubens Barrichello. Problemi al via per il leader del Mondiale Jenson Button che con la sua Brawn Gp va lungo in curva da quinto in griglia si ritrova subito ottavo e poco dopo fa passare la Red Bull di Mark Webber perchè lo aveva sorpassato con taglio di chicane: è quindi nono.

La Ferrari di Badoer in testa coda nelle prime curve è 17/a, mentre l'idolo di casa Fernando Alonso è settimo con la Renault. Dopo 16 giri Hamilton, partito con la vettura più leggera di tutti avendo meno benzina, si ferma per primo dando il via al valzer dei pit-stop. Al termine del turno iniziale di rifornimento a guadagnare di più è la Branw Gp di Barrichello che si infila al secondo posto tra le due McLaren a tre secondi dal campione del mondo. La Ferrari di Raikkonen è sempre quarta a 13 secondi dal leader della gara, mentre Alonso guadagna un'altra posizione (ora è sesto). A 34 giri dalla termine del Gran Premio d'Europa finisce la gara della Red Bull di Sebastian Vettel (uno dei quattro contendenti al Mondiale piloti) che si ferma a bordo pista. Bene a metà gara l'italiano Fisichella che con la sua Force India è in zona punti davanti a Button.

A 29 giri dal termine la Ferrari di Badoer, che aveva inanellato una serie di giri sull'1'41«, si ferma ai box per il rifornimento. Nella corsia d'uscita, prima si lascia superare dalla Renault dell'altro esordiente Romain Grisjean, poi finisce con una gomma sulla striscia bianca e viene penalizzato con un 'drive-trough'. La gara è condotta sempre da Hamilton, seguito da Barrichello che con la sua Brawn è autore del giro più veloce in 1'39"421. Si arriva a 20 giri dalla bandiera a scacchi con la McLaren di Hamilton al secondo pit-stop: la sosta è più lunga del previsto (oltre 13 secondi) perché i meccanici non erano pronti a cambiare le gomme dure. Il padre di Hamilton si alza di scatto, incredulo, impreca in diretta tv. La seconda vittoria consecutiva del figlio svanisce. E infatti dopo pochi giri si ferma Barrichello.

Il secondo pit-stop gli vale la testa della gara. Ora la lepre è il brasiliano, protagonista incolpevole in Ungheria nello sfortunato incidente al connazionale Felipe Massa con quella molla staccatasi dalla sospensione. Seconda sosta anche per la Ferrari di Raikkonen che esce dai box in terza posizione con la McLaren di Kovalainen negli specchietti: l'ultimo posto del podio ora è suo.

La gara finisce qui: Barrichello dopo il traguardo piange di gioia dentro il casco. Per il Mondiale 2009 c'è anche lui, dietro al compagno Button. Terzo in classifica Mark Webber, che a Valencia non è andato oltre la nona posizione. Un pizzico di delusione per i tifosi spagnoli che hanno dovuto vedere il loro idolo Alonso solo al sesto posto. Sarà per un'altra volta e magari con un'altra squadra.

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