Fabiani e la lottizzazione preventiva
12 Settembre 2007
di Redazione
Gli alleati questa volta si
sono incazzati per davvero. Ma si dice che anche Ds e Margherita dopo
l’incoronazione di Fabiani nel cda Rai abbiano iniziato a capire che l’aver
steso tappeti rossi ai piedi di Walter Veltroni pur di sopravvivere potrebbe
rivelarsi un errore fatale.
Già, perché il legame che (via
Acea) unisce il neo-consigliere al sindaco di Roma è cosa nota, e anche chi
aveva visto nella latente ostilità di Romano Prodi un argine all’irresistibile ascesa
del rampante primo cittadino, comincia a temere che sotto sotto i due possano
aver siglato un patto di non belligeranza che passi da viale Mazzini.
Problemi dell’Unione, se la
vedano loro. Il punto è un altro: le primarie saranno pure una mera formalità,
ma al momento Walter Veltroni per il Pd non è ancora nessuno, se non un
candidato leader come tanti altri, ragion per cui anche Bindi e Letta, e
persino Adinolfi, Gawronski e Gavazzoli Schettini potrebbero a questo punto
accampare pretese per un posto nel cda Rai.
Va bene che la coerenza non è
il forte del nascituro partito, al punto che Fassino vorrebbe intruppare la
Lega nell’Unione dopo aver chiesto a Berlusconi di cacciarla dalla Cdl. Passi
pure che ora Veltroni dirà che lui non c’entra niente, che Fabiani è una
personalità indiscussa e che chi sostiene che ci sia il suo zampino è il solito
mestatore. Ma darsi alla lottizzazione preventiva sembra davvero troppo, anche
a chi dopo un anno di governo Prodi si era ormai abituato a tutto.
(c.p.)
