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Facebook diventa muro di denuncia e tenta di salvare la piccola Erika

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A volte i social network  possono diventare muro di denuncia e, prima ancora, veicolo di richiesta d'aiuto. E' il caso della storia di Erika, raccontata su una pagina di Facebook che, in questo come in altri casi, si sta facendo promotore di una giusta causa: riportare la piccola tra le braccia del suo papà.

Ecco i fatti: Erika è una bambina di 6 anni, attualmente si trova in una casa famiglia vicino a Piacenza. La piccola, inizialmente affidata alla mamma, avrebbe vissuto in una situazione di forte disagio, degrado e violenze (sempre denunciati agli stessi servizi sociali dal papà Simone), come confermato dai fermi e dalle indagini della polizia in merito alle frequentazioni della madre. In quel periodo, quello nel quale la bimba pur essendo affidata ai servizi sociali viveva con la mamma, secondo la ricostruzione fatta su Facebook avrebbe avuto a che fare con tossicodipendenti pluripregiudicati e noti spacciatori della zona.

Poi la svolta, se così si può chiamare. Durante le festività natalizie del 2007, con il papà in Sardegna, Erika ha potuto raccontare le orribili cose subite, prima a lui e successivamente ai medici. Gli stessi medici che di lì a poco hanno constatato atteggiamenti non consoni a una bimba della sua età. Il servizio sociale emiliano subito allertato, ha fatto "muro". Erika sarebbe stata allontanata con la forza dalle braccia del suo papà, dove per la prima volta si era sentita al sicuro. Al punto di riuscire a racconatre quanto accaduto. Ora vive con difficoltà la permanenza nella struttura protetta - riporta la storia - e chiede costantemente di tornare a casa.

Un medico della Neuropsichiatria infantile ha evidenziato come Erika avesse un bellissimo rapporto con il papà. Raccomandò, il medico, di evitarne l'allontanamento per non crearle ulteriori problemi in un'età considerata "delicata". Ma nulla di questo, denuncia il papà, è accaduto. Al momento è affidata ai servizi sociali di Piacenza, per un decreto del Tribunale di Bologna che dura ormai 2 anni.

Una storia vera che sembra la trama di un film e che in questo caso come in altri ha trovato eco nel social network per eccellenza: Facebook, che diventa così strumento di denuncia e, allo stesso tempo veicolo di richiesta d'aiuto. Ma la triste realtà al momento resta. E' quella di una bimba di 6 anni che ora più che mai ha bisogno di affetto e di aiuto.

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