Home News Fare paura col nazismo

Fare paura col nazismo

4
2

I giornali della sinistra e dintorni, primi tra tutti Unità e Manifesto (ma anche Repubblica parla della "nuova aria che tira") stanno elaborando un teorema pazzoide e bugiardo secondo cui da quando "le destre" sono al governo, l'Italia è attraversata da un'ondata nera nazifascista.

E' una suggestione a cui non sfugge neppure l'ex sindaco di Roma, Walter Veltroni, che la dirige essenzialmente contro il suo successore Alemanno.

Stando a questo teorema, l'aggressione di Verona contro Nicola Tommasoli, gli assalti contro i campi Rom a Ponticelli, il raid del Pigneto e la scazzottata della Sapienza sono tutti fatti legati da un filo nero e sostanzialmente legittimati dal nuovo governo Berlusconi-Alemanno.

Ora, è evidente a chiunque abbia la testa sgombra da veleni e vendette che le cose non possono stare in questo modo. Primo perché fatti del genere sono sempre accaduti e sotto qualsiasi amministrazione. Serve ricordare a Veltroni l'assalto di Villa Ada quando una ventina di teppisti con caschi e catene assalì gli spettatori di un concerto? Fu una cosa orribile e non c'era ancora "la destra" al governo.

E' poi evidente che gli episodi elencati non hanno alcun collegamento tra loro, né nero né di qualsiasi altro colore. Ci sono ingredienti diversi all'opera a Verona o a Ponticelli, al Pigneto o alla Sapienza e non serve neppure mettersi a fare del facile sociologismo per elencarli.

E infine non c'è l'ombra di un possibile avallo o compiacenza da parte di chicchesia al governo nazionale o romano, come è evidente dalle cronache giudiziarie, dalle dichiarazioni e dagli atti dei responsabili politici.

Questo continuo evocare il nazismo a piede libero anche per una scazzottata tra studenti avvelena "l'aria che tira" ben più dei fatti stessi.

E' davvero strano poi che le belle menti del centro-sinistra (da D'Alema a Veltroni) continuino ad accusare Berlusconi di aver vinto le elezioni sull'onda della paura; filosofeggino sul fatto che "bisogna aver paura solo di chi ha paura", descrivendo così l'elettorato di centro-destra come un branco di tremebondi e suggestionabili sudditi, e poi loro per primi (coi loro giornali) evochino i mostri del nazismo per tener svegli e reattivi  i propri delusi elettori.

  •  
  •  

4 COMMENTS

  1. Una chiave di lettura personale
    Grazie per lo spazio concessomi, per esprimere alcune riflessioni libere che spero pertinenti.
    La questione della rissa è onestamente miserevole e deprecabile, da condannare senza alcun appello.
    Ma io mi pongo una domanda: perchè si vuole impedire all’Università di tenere riunioni, discorsi, conferenze su qualsiasi argomento? Universitas significa proprio questo, università dei saperi, delle idee, delle culture. Unione e confronto. Non egemonia di una cultura monocolore.
    Ora si è protestato perchè si voleva parlare delle foibe, ci si è opposti al libero pensiero.
    Eppure… la libertà vale per tutti, siamo tutti uguali!
    Quelli di sinistra (mi si consenta la generalizzazione) si riempiono la bocca di mille frasi dolci ma non sanno produrre fatti coerenti con quello che dicono! Se sono davvero per la libertà, la tolleranza e l’accoglienza dovrebbero imparare loro per primi a TOLLERARE LA LIBERTA’ (sembra un controsenso, ma a questo punto siamo!).
    Mi permetto indicare alcune norme, attualmente vigenti:
    art. 2 della Costituzione: “la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità…”.
    Art. 3 della Costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di OPINIONI POLITICHE, di condizioni personali e sociali”.
    XII disposizione di attuazione della Costituzione: “E’ vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”.
    C’è qualcosa che non mi torna.
    Se siamo uguali davanti alla legge e abbiamo tutti pari dignità sociale, per quale motivo alcuni tra noi non possono essere uguali per via delle proprie opinioni politiche? Secondo logica, tutti abbiamo il diritto di manifestare – nel rispetto del consesso civile – le nostre convinzioni e orientamenti. TUTTI UGUALI.
    Però da noi ci sono alcuni che non sono uguali, sono DISCRIMINATI.
    Da giurista penso che se ci fosse qualcuno che intentasse una causa dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo, l’Italia sarebbe condannata per discriminazione politica.
    Ricordo inoltre che ci sono diverse norme dei Trattati e DIRETTIVE COMUNITARIE che impongono la parità dei diritti a TUTTI, senza discriminazione sulla base di idee politiche, così come senza discriminazione sulla base di motivi sessuali, religiosi, civili, di salute e quant’altro.
    Allora, perchè in Italia si discrimina qualcuno sulla base delle proprie idee politiche se queste discriminazioni sono vietate in tutta Europa?
    La libertà, la democrazia, la non discriminazione e parità dei diritti che tanto canticchiano a sinistra nemmeno sanno dove sta di casa, a mio parere.
    Il mondo va altrove, non nelle tasche di Stalin (per fortuna).
    Io sono un uomo libero, e liberamente esprimo le mie convinzioni politiche, al pari di ogni altro UOMO LIBERO.
    Sono 60 anni che sopportiamo un lavaggio del cervello culturale a causa di una norma secondo me antidemocratica, e ora a sinistra hanno un terrore tremendo che l’egemonia culturale che hanno illecitamente avallato gli stia sfuggendo di mano.
    Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate, così da poter misurare il mio modo di vedere con alternative esogene.
    Grazie.

  2. A proposito
    La stessa parola nazi-fascista è stata coniata per mettere sullo stesso piano due cose differenti, il nazismo essendo stato un regime totalitario, il fascismo una dittatura autoritaria ma non un regime totalitario. Siccome c’è condanna unanime e condivisa per i totalitarismi (nazismo e comunismo in primis)ecco che le menti provvide dell’intellighenzia di sinistra hanno semplicemente distorto i fatti, secondo il consolidato costume che se la realtà non suffraga l’ideologia, allora cambiamo semplicemente la realtà. Così la coniugazione nazi-fascismo porta a far credere che anche questo fu totalitarismo. Col silenzio assenso di tutti, per convenienza o ignoranza, questo termine, che non vuol dire storicamente nulla, è entrato nel lessico comune.
    Cumino

  3. destra italiana è nazifascismo
    questo è un teorema vecchio, non è nato oggi. La destra italiana non può essere che fascista e così il centrodestra. E’ opinione diffusa ed è una tesi falsa, ma la cultura di centrodestra non ha elaborato un pensiero capace di dimostrare la validità delle proprie posizioni. Culturalmente il centrodestra è subalterno alla sinistra e non è sufficiente fare storia fino alla nausea del fascismo. Occorre un salto teorico, coraggio intellettuale, altrimenti tanto vale chiudere bottega.
    P.e. si critica il multiculturalismo, ok., ma non basta limitarsi a criticare il multiculturalismo.Quando viene fuori la tesi destra sinonimo di fascismo, quindi di genocidio, antisemitismo, perché nessuno di centrodestra è mai capace di rispondere a Fiano, favorevole al multiculturalismo, che però gli ebrei vogliono rimanere ebrei, in Israele non è permesso il matrimonio laico, non è permesso il matrimonio con un non ebreo…Quindi se gli ebrei vogliono rimanere ebrei, perché gli italiani non possono volere rimanere italiani? Tanto il problema è tutto qui. O si affronta, oppure si tace e si prendono bastonate.
    La sinistra fa il suo gioco, se la cultura di centrodestra non va più in là del piagnisteo, il problema è del centrodestra.

  4. risposta a commento di Anonimo
    il fascismo eliminò il parlamento( su questo non ci piove), fu un regime misto, perché il re ratificava tutte le leggi. Il termine “totalitario” è ambiguo e non significa niente perché anche la democrazia può essere “totalitaria”.Nel nostro caso il centrodestra ha vinto le elezioni, è maggioranza nel paese, ecc., ma è subalterno culturalmente alla sinistra, perché nelle università c’è la dittatura della sinistra. La Sapienza lo dimostra: non ha potuto parlare il papa, non ha potuto svolgersi un convegno sulle foibe, perché la sinistra non lo permette. Fini è andato a Gerusalemme a chiedere scusa, a me farebbe piacere se Fiano si rendesse conto che chi è stato infoibato merita rispetto e dicesse se ritiene nazifascista fare un convegno sulle foibe alla Sapienza. Questo dovrebbe scriverlo l’Occidentale, perché io voto Berlusconi, ma sono stanco di essere considerato nazifascista, perché mio zio fu infoibato e non capisco perché per Fiano sia giusto che un italiano venga infoibato, in quanto appartenente a uno stato che aveva fatto emesso leggi contro gli ebrei. Poiché anche parecchi ebrei fascisti furono perseguitati e uccisi, dovremmo dire allora che se l’erano cercata ed era giusto? L’uscita di Fiano il giorno dopo che si è impedito di tenere un convegno alla Sapienza sulle foibe è agitare l’Olocausto come una clava e strumentalizzarlo a bassi fini politici. Spero il centrodestra reagisca.

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here