Fare paura col nazismo
28 Maggio 2008
di Redazione
I giornali della sinistra e dintorni, primi tra tutti Unità e Manifesto (ma anche Repubblica parla della "nuova aria che tira") stanno elaborando un teorema pazzoide e bugiardo secondo cui da quando "le destre" sono al governo, l’Italia è attraversata da un’ondata nera nazifascista.
E’ una suggestione a cui non sfugge neppure l’ex sindaco di Roma, Walter Veltroni, che la dirige essenzialmente contro il suo successore Alemanno.
Stando a questo teorema, l’aggressione di Verona contro Nicola Tommasoli, gli assalti contro i campi Rom a Ponticelli, il raid del Pigneto e la scazzottata della Sapienza sono tutti fatti legati da un filo nero e sostanzialmente legittimati dal nuovo governo Berlusconi-Alemanno.
Ora, è evidente a chiunque abbia la testa sgombra da veleni e vendette che le cose non possono stare in questo modo. Primo perché fatti del genere sono sempre accaduti e sotto qualsiasi amministrazione. Serve ricordare a Veltroni l’assalto di Villa Ada quando una ventina di teppisti con caschi e catene assalì gli spettatori di un concerto? Fu una cosa orribile e non c’era ancora "la destra" al governo.
E’ poi evidente che gli episodi elencati non hanno alcun collegamento tra loro, né nero né di qualsiasi altro colore. Ci sono ingredienti diversi all’opera a Verona o a Ponticelli, al Pigneto o alla Sapienza e non serve neppure mettersi a fare del facile sociologismo per elencarli.
E infine non c’è l’ombra di un possibile avallo o compiacenza da parte di chicchesia al governo nazionale o romano, come è evidente dalle cronache giudiziarie, dalle dichiarazioni e dagli atti dei responsabili politici.
Questo continuo evocare il nazismo a piede libero anche per una scazzottata tra studenti avvelena "l’aria che tira" ben più dei fatti stessi.
E’ davvero strano poi che le belle menti del centro-sinistra (da D’Alema a Veltroni) continuino ad accusare Berlusconi di aver vinto le elezioni sull’onda della paura; filosofeggino sul fatto che "bisogna aver paura solo di chi ha paura", descrivendo così l’elettorato di centro-destra come un branco di tremebondi e suggestionabili sudditi, e poi loro per primi (coi loro giornali) evochino i mostri del nazismo per tener svegli e reattivi i propri delusi elettori.
